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	<title>Senza categoria Archivi - OFI LAZIO</title>
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		<title>SANITÀ. OFI LAZIO LANCIA IL PROGETTO ‘FISIOTERAPISTA IN FARMACIA’, ONLINE MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER I FISIOTERAPISTI LIBERI PROFESSIONISTI.</title>
		<link>https://www.ofilazio.it/2026/03/13/sanita-ofi-lazio-lancia-il-progetto-fisioterapista-in-farmacia-online-manifestazione-di-interesse-per-i-fisioterapisti-liberi-professionisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 11:02:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SERVADIO: “58 PRESIDI SUL TERRITORIO PER INTERCETTARE BISOGNI RIABILITATIVI”   (DIRE) Roma, 13 mar. -  Un nuovo progetto sperimentale punta a rafforzare la rete territoriale della salute nel Lazio, mettendo in dialogo due professioni sanitarie fondamentali: farmacisti e fisioterapisti. L’iniziativa nasce da un accordo programmatico approvato dal Consiglio direttivo dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio (Ofi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/03/13/sanita-ofi-lazio-lancia-il-progetto-fisioterapista-in-farmacia-online-manifestazione-di-interesse-per-i-fisioterapisti-liberi-professionisti/">SANITÀ. OFI LAZIO LANCIA IL PROGETTO ‘FISIOTERAPISTA IN FARMACIA’, ONLINE MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER I FISIOTERAPISTI LIBERI PROFESSIONISTI.</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>SERVADIO: “58 PRESIDI SUL TERRITORIO PER INTERCETTARE BISOGNI RIABILITATIVI”</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>(DIRE) Roma, 13 mar. &#8211;  Un nuovo progetto sperimentale punta a rafforzare la rete territoriale della salute nel Lazio, mettendo in dialogo due professioni sanitarie fondamentali: farmacisti e fisioterapisti. L’iniziativa nasce da un accordo programmatico approvato dal Consiglio direttivo dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio (Ofi Lazio) insieme all’Ordine dei Farmacisti di Roma, a Federfarma Roma e a Assofarm Lazio.</p>
<p>La manifestazione di interesse per i fisioterapisti liberi professionisti è stata presentata ufficialmente oggi presso la Sala Etruschi del Consiglio regionale del Lazio, alla presenza delle principali istituzioni coinvolte. All’incontro hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, la presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio, Annamaria Servadio, il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, Giuseppe Guaglianone, il presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti, e il coordinatore di Assofarm Lazio, Enrico Cellentani.</p>
<p>Il progetto, denominato ‘Fisioterapista in Farmacia’, rappresenta un tassello nell’evoluzione della cosiddetta farmacia dei servizi e ha un obiettivo preciso: intercettare precocemente il bisogno riabilitativo dei cittadini e orientarli verso il percorso di cura più appropriato. L’iniziativa coinvolgerà 58 farmacie distribuite nella città metropolitana di Roma, includendo farmacie urbane, rurali e comunali.</p>
<p>L’accordo nasce dalla convergenza delle finalità istituzionali degli enti coinvolti: promuovere l’esercizio professionale e contribuire alla tutela della salute individuale e collettiva. In questo contesto la farmacia diventa un punto di accesso privilegiato, un luogo di prossimità dove molti cittadini si rivolgono quotidianamente per bisogni sanitari.</p>
<p>L’idea alla base del progetto è semplice ma innovativa: utilizzare la farmacia come primo punto di ascolto e orientamento per i bisogni riabilitativi e di cura. Sempre più persone soffrono di disturbi muscolo-scheletrici, dolori cronici o limitazioni funzionali che richiedono una valutazione specialistica. Spesso, però, questi bisogni restano inespressi o non trovano un percorso chiaro all’interno del sistema sanitario. La presenza del fisioterapista in farmacia mira proprio a colmare questa lacuna.</p>
<p>Il professionista, infatti, potrà svolgere una funzione di decodifica del bisogno riabilitativo, valutando la situazione del cittadino e indirizzandolo verso la soluzione più adeguata. In alcuni casi potrà suggerire percorsi di auto-cura o prevenzione; in altri potrà indirizzare il paziente verso il medico di medicina generale, uno specialista o le strutture pubbliche di riabilitazione presenti sul territorio.</p>
<p>Uno degli aspetti più importanti del progetto è chiarire che non si tratta di trasferire lo studio professionale del fisioterapista all’interno della farmacia. L’obiettivo non è replicare l’attività clinica completa, ma offrire un servizio di consulenza, valutazione iniziale e orientamento ampliando la rete riabilitativa già esistente. In questa fase sperimentale, la farmacia diventa quindi uno spazio dove intercettare precocemente i bisogni dei cittadini, evitando che piccoli disturbi si trasformino in condizioni croniche o più complesse.</p>
<p>Il fisioterapista, in questo contesto, agisce come un professionista di primo contatto capace di guidare il cittadino nel sistema sanitario, valorizzando le strutture pubbliche già esistenti e favorendo l’accesso a percorsi riabilitativi appropriati.</p>
<p>Il ruolo del fisioterapista in questo progetto trova solide basi sia nel quadro normativo sia nei principi deontologici della professione. Il profilo professionale, definito anche dalla legge 251 del 2000, riconosce infatti al fisioterapista competenze che includono attività di prevenzione, valutazione, cura e riabilitazione. Parallelamente, il codice deontologico richiama l’impegno del professionista a garantire pari opportunità di accesso alle cure, promuovere la prevenzione e operare secondo metodologie scientificamente validate.</p>
<p>In questo senso, la presenza del fisioterapista in farmacia non rappresenta solo una possibilità operativa, ma anche un modo concreto per rafforzare la funzione sociale della professione e contribuire a un sistema sanitario più accessibile.</p>
<p>L’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio svolge un ruolo centrale nell’attuazione del progetto. All’Ordine spetta infatti la tutela della salute individuale e collettiva, la qualità delle prestazioni e la correttezza delle procedure adottate valorizzando le competenze dei professionisti. Tra i compiti previsti vi sono la selezione dei fisioterapisti che svolgeranno attività di consulenza nelle farmacie, l’individuazione degli studi professionali di prossimità territoriale a cui indirizzare i cittadini quando necessario, il collegamento con i servizi pubblici di riabilitazione delle aziende sanitarie territoriali, la definizione di linee operative per l’attività del fisioterapista counselor e l’organizzazione della formazione iniziale in collaborazione con l’Ordine dei farmacisti e l’Università di Roma “La Sapienza”.</p>
<p>Il sistema di selezione e organizzazione è stato progettato anche per garantire trasparenza ed evitare fenomeni di accaparramento di clientela, tutelando l’autonomia dei professionisti e l’interesse dei cittadini.</p>
<p>Il progetto è rivolto a fisioterapisti con almeno dieci anni di attività libero-professionale continuativa. Costituiranno titoli preferenziali percorsi di formazione avanzata, come lauree magistrali, master universitari o corsi di alta formazione, in particolare nell’ambito della terapia manuale. La selezione avverrà attraverso valutazione dei titoli e colloquio, a cura di una commissione nominata appositamente. Ogni professionista potrà partecipare al progetto in una sola farmacia.</p>
<p>Prima dell’avvio operativo, i fisioterapisti selezionati parteciperanno a un corso di formazione obbligatorio organizzato dall’Ordine insieme ai partner del progetto. Il corso, della durata minima di otto ore, sarà dedicato alle modalità di intervento del fisioterapista in farmacia e alle tipologie di prestazioni che possono essere svolte in questo contesto.</p>
<p>Successivamente saranno organizzati incontri periodici di monitoraggio, anche da remoto, per valutare l’andamento della sperimentazione e migliorare progressivamente il servizio.</p>
<p>Nel concreto, il fisioterapista presente in farmacia potrà svolgere diverse attività.</p>
<p>Tra queste, avviare programmi riabilitativi di base o suggerire percorsi di auto-cura domiciliare, indirizzare il cittadino al medico di medicina generale o allo specialista per ulteriori accertamenti e orientare verso servizi pubblici di riabilitazione o verso fisioterapisti del territorio per trattamenti più complessi.</p>
<p>La sperimentazione ha previsto la presenza garantita del professionista per almeno sei ore settimanali, eventualmente suddivise in due turni, per un totale di quaranta settimane all’anno.</p>
<p>Le farmacie metteranno a disposizione un locale riservato, adeguato ai requisiti di privacy e igiene richiesti per le attività sanitarie, e forniranno supporto organizzativo, ad esempio nella prenotazione di eventuali prestazioni sanitarie pubbliche.</p>
<p>Dal punto di vista contrattuale, il progetto mantiene una netta separazione tra il ruolo degli Ordini professionali e quello dei singoli operatori. I rapporti economici e contrattuali saranno infatti stabiliti direttamente tra il fisioterapista e il titolare della farmacia sulla base dell’accordo siglato tra gli enti finalizzato alla tutela dei cittadini prevedendo in primis una tariffa per la prestazione calmierata . Gli Ordini non svolgeranno alcuna funzione di intermediazione. Sarà il professionista a determinare i compensi per le attività svolte, mentre le prestazioni verranno fatturate dalla farmacia direttamente al paziente, su indicazione del fisioterapista.</p>
<p>L’iniziativa rappresenta una sperimentazione significativa nel panorama della sanità territoriale. Integrando competenze diverse all’interno di luoghi già radicati nel tessuto sociale, come le farmacie, si punta a costruire un modello di assistenza più accessibile, preventivo e orientato alla prossimità.</p>
<p>Se i risultati saranno positivi, l’iniziativa potrebbe aprire la strada a nuove forme di collaborazione tra professioni sanitarie, rafforzando la capacità del sistema di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini.</p>
<p>In un contesto in cui la domanda di riabilitazione è in costante crescita, portare il fisioterapista più vicino alla quotidianità delle persone potrebbe rappresentare un passo importante verso una sanità più vicina, semplice e integrata.</p>
<p>“Si tratta di un accordo fondamentale- ha spiegato all’agenzia Dire il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma- che dimostra ancora di più, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’importanza della rete delle farmacie sul Servizio sanitario regionale. Un vero e proprio presidio che abbiamo utilizzato nei momenti di crisi come quello della pandemia e che dobbiamo continuare a ottimizzare con una rete di servizi sul territorio, dato che la rete delle farmacie è una rete ramificata soprattutto nelle aree interne, in quelle un po’ più abbandonate,  che può sicuramente rafforzare la prevenzione, gli screening e tutta una serie di attività che, messe in rete con la parte ospedaliera, la parte del distretto sanitario, può dare sicuramente grandi vantaggi. Oggi certifichiamo questo protocollo con l’Ordine dei Fisioterapisti che arriverà all’interno delle farmacie, sarà sicuramente importante, soprattutto se si pensa che la nostra è la seconda Nazione più longeva al mondo dopo il Giappone, e darà risposte immediate alle persone diversamente giovani che hanno tutta una serie di difficoltà, dalle articolazioni alla postura e quant’altro”.</p>
<p>“La presentazione oggi in Consiglio regionale con la pubblicazione e la presentazione ufficiale della manifestazione di interesse del Fisioterapista in Farmacia, pubblicata sul sito di Ofi Lazio all’interno della sezione Amministrazione trasparente- ha dichiarato la presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio, Annamaria Servadio- è la prima pietra importante che vede la nascita vera di un nuovo modello che stiamo sperimentando e che ha l’obiettivo primario di migliorare l’accessibilità per i servizi di cura riabilitativi, in particolare nella nostra regione, migliorare la presa in carico dei bisogni riabilitativi, ma soprattutto intercettare quel bisogno di riabilitazione  inespresso”.</p>
<p>“Partiremo con la sperimentazione all’interno del territorio di Roma e provincia – ha proseguito Servadio – ma in realtà l’obiettivo importante è quello di estendere il modello nei territori più periferici della nostra regione subito dopo i primi risultati di questa sperimentazione, che contiamo di avviare una volta abbinate le farmacie con i professionisti.</p>
<p>Contiamo pertanto di estendere entro la fine dell’anno il modello nelle province di Latina Frosinone Viterbo e Rieti, che soffrono molto l’assenza di presidi riabilitativi per l’intercettazione del bisogno e la presa in carico riabilitativa in grado di dare una risposta efficace ed efficiente, soprattutto per tutti quei disordini e disturbi di lieve e media entità”.</p>
<p>“Per questo progetto- ha affermato la vicepresidente dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio, Maria Rita Molinari- mi piacerebbe mettere in evidenza soprattutto due parole: la prossimità e la prevenzione, due chiavi importanti nella riorganizzazione del territorio che connotano quindi il fisioterapista in un ruolo di protagonista e principale nella rete territoriale, proprio per meglio rispondere ai bisogni dei cittadini, soprattutto nell’ambito della cronicità e della fragilità”.</p>
<p>“Questo progetto- ha evidenziato il consigliere del Direttivo di Ofi Lazio, Davide Savini- Referente per il progetto, si inserisce nel quadro della normativa sulla farmacia dei servizi, che consente l’integrazione di professionisti sanitari nelle farmacie territoriali, tra cui il fisioterapista. In collaborazione con Federfarma, con l’Ordine dei Farmacisti di Roma e Provincia e con Assofarm, abbiamo strutturato un modello organizzativo per garantire qualità professionale e una corretta integrazione del servizio sul territorio.</p>
<p>L’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio ha quindi predisposto un progetto pilota che coinvolgerà 58 farmacie di Roma Capitale, con la selezione tramite manifestazione di interesse di altrettanti fisioterapisti. In collaborazione con la Sapienza Università di Roma Dipartimento di Neuroscienze umane diretto dal Prof Fabbrini e coordinato dal gruppo di ricerca RES ( Ricerca evidenza e sviluppo) a guida del Prof. Giovanni Galeoto, verranno inoltre realizzati percorsi di formazione congiunta per fornire ai professionisti coinvolti strumenti valutativi basati sulle più recenti evidenze scientifiche, con l’obiettivo di ottimizzare le attività di screening e orientamento dei cittadini”.</p>
<p>&#8220;La firma dell’Accordo Programmatico con l’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio- è intervenuto il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, Giuseppe Guaglianone- segna l’inizio di una fase operativa fondamentale per l’assistenza territoriale. Non stiamo semplicemente aggiungendo un servizio in farmacia, ma stiamo strutturando una sinergia tecnica tra professionisti sanitari per rispondere a un bisogno riabilitativo crescente e spesso sommerso. L’obiettivo centrale di questa collaborazione è la decodifica precoce del bisogno del cittadino. Attraverso il counseling professionale del fisioterapista all&#8217;interno della rete delle farmacie, saremo in grado di orientare correttamente il paziente verso i percorsi clinici appropriati, riducendo gli accessi impropri alle strutture ospedaliere e contrastando il ricorso a soluzioni &#8216;fai-da-te&#8217; o non certificate. Mentre il farmacista garantisce l&#8217;aderenza terapeutica e la gestione del farmaco, la presenza del fisioterapista permette di integrare il percorso di cura con competenze specifiche sulla prevenzione motoria e l&#8217;educazione agli stili di vita. Questa interprofessionalità strutturata è la risposta concreta alla gestione della cronicità e all&#8217;invecchiamento attivo della popolazione. Si tratta di un progetto sperimentale di un anno che monitoreremo con rigore scientifico, con l’auspicio che questo modello di prossimità possa integrarsi stabilmente nella programmazione sanitaria della Regione Lazio e delle Asl. È un passo avanti decisivo verso una sanità territoriale che non lavora più per compartimenti stagni, ma per obiettivi comuni di salute pubblica”.</p>
<p>“Con questo accordo- ha sottolineato il presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti- compiamo un ulteriore passo avanti nello sviluppo della farmacia dei servizi e nel rafforzamento dell’assistenza territoriale. La presenza del fisioterapista in farmacia consentirà di intercettare più precocemente il bisogno riabilitativo dei cittadini, offrendo orientamento qualificato e facilitando l’accesso ai percorsi di cura più appropriati. La farmacia, presidio sanitario di prossimità diffuso capillarmente sul territorio, si conferma così un punto di riferimento sempre più integrato nella rete della sanità territoriale, capace di lavorare in sinergia con gli altri professionisti della salute per rispondere in modo concreto ai bisogni delle persone&#8221;.</p>
<p>“Oggi- ha concluso il coordinatore di Assofarm Lazio, Enrico Cellentani- parte operativamente questo accordo che avevamo firmato già alcuni mesi fa tra Ordine dei Fisioterapisti, Ordine dei Farmacisti, Associazione farmacisti privati Federfarma e Assofarm Lazio. È un accordo importante perché, in un momento di difficoltà, certifica un’alleanza tra professioni sanitarie che è l’unica prospettiva per una autentica integrazione del Servizio sanitario nazionale, capace di dare risposte diffuse sul territorio, così come sono diffuse sul territorio le farmacie.  Vicinanza e collaborazione sono quindi le parole d’ordine per portare sempre avanti il Servizio sanitario nazionale che, seppur mostrando difficoltà inevitabili, resta sempre uno strumento essenziale di cittadinanza”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>RIAPERTURA TERMINI &#8211; MANIFESTAZIONE D’INTERESSE PER LA COSTITUZIONE DELL’ELENCO DEGLI ESPERTI DELL’OFI LAZIO NELLE COMMISSIONI PER LA PROVA FINALE ABILITANTE DEI CORSI DI LAUREA IN FISIOTERAPIA</title>
		<link>https://www.ofilazio.it/2026/02/16/riapertura-termini-manifestazione-dinteresse-per-la-costituzione-dellelenco-degli-esperti-dellofi-lazio-nelle-commissioni-per-la-prova-finale-abilitante-dei-corsi-di-laure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 07:47:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al fine di individuare i propri Rappresentanti presso le Università che insistono nel territorio di competenza, l’Ordine della Professione Sanitaria dei Fisioterapisti della Regione Lazio pubblica la presente riapertura dei termini della Manifestazione di interesse del 22.02.2024 (Prot. 1007/2024) al fine di integrare l’elenco di esperti per l’espletamento del suddetto incarico.   Termine per la</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/02/16/riapertura-termini-manifestazione-dinteresse-per-la-costituzione-dellelenco-degli-esperti-dellofi-lazio-nelle-commissioni-per-la-prova-finale-abilitante-dei-corsi-di-laure/">RIAPERTURA TERMINI &#8211; MANIFESTAZIONE D’INTERESSE PER LA COSTITUZIONE DELL’ELENCO DEGLI ESPERTI DELL’OFI LAZIO NELLE COMMISSIONI PER LA PROVA FINALE ABILITANTE DEI CORSI DI LAUREA IN FISIOTERAPIA</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al fine di individuare i propri Rappresentanti presso le Università che insistono nel territorio di competenza, l’Ordine della Professione Sanitaria dei Fisioterapisti della Regione Lazio pubblica la presente riapertura dei termini della Manifestazione di interesse del 22.02.2024 (Prot. 1007/2024) al fine di integrare l’elenco di esperti per l’espletamento del suddetto incarico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Termine</strong> per la presentazione delle domande, <strong><u>entro e non oltre le ore 24:00 del giorno 27/02/2026</u></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ofilazio.it/wp-content/uploads/2026/02/MANIFESTAZIONE-D-INTERESSE-PER-LA-COSTITUZIONE-DELL-ELENCO-DEGLI-ESPERTI-NELLE-COMMISSIONI-PER-LA-PROVA-FINALE-ABILITANTE-DEI-CDL-.pdf"><u>Leggi la manifestazione d’interesse</u></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/02/16/riapertura-termini-manifestazione-dinteresse-per-la-costituzione-dellelenco-degli-esperti-dellofi-lazio-nelle-commissioni-per-la-prova-finale-abilitante-dei-corsi-di-laure/">RIAPERTURA TERMINI &#8211; MANIFESTAZIONE D’INTERESSE PER LA COSTITUZIONE DELL’ELENCO DEGLI ESPERTI DELL’OFI LAZIO NELLE COMMISSIONI PER LA PROVA FINALE ABILITANTE DEI CORSI DI LAUREA IN FISIOTERAPIA</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>SANITA’.  FISIOTERAPISTI IN PS, NEL LAZIO PARTE PROGETTO PILOTA OFI-SIMEU PER RIVOLUZIONARE EMERGENZA-URGENZA</title>
		<link>https://www.ofilazio.it/2025/12/12/sanita-fisioterapisti-in-ps-nel-lazio-parte-progetto-pilota-ofi-simeu-per-rivoluzionare-emergenza-urgenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 14:25:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ofilazio.it/?p=4725</guid>

					<description><![CDATA[<p>SERVADIO (OFI LAZIO): “AL VIA NEL 2026, DURERÀ SEI MESI” (DIRE) Roma, 12 dic. - Il fisioterapista in team con il medico di emergenza e urgenza in Pronto soccorso: questo il progetto pilota che a partire dal prossimo anno vedrà lavorare fianco a fianco i fisioterapisti dell’Ordine regionale del Lazio e i medici della Società</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2025/12/12/sanita-fisioterapisti-in-ps-nel-lazio-parte-progetto-pilota-ofi-simeu-per-rivoluzionare-emergenza-urgenza/">SANITA’.  FISIOTERAPISTI IN PS, NEL LAZIO PARTE PROGETTO PILOTA OFI-SIMEU PER RIVOLUZIONARE EMERGENZA-URGENZA</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>SERVADIO (OFI LAZIO): “AL VIA NEL 2026, DURERÀ SEI MESI”</h2>
<p>(DIRE) Roma, 12 dic. &#8211; Il fisioterapista in team con il medico di emergenza e urgenza in Pronto soccorso: questo il progetto pilota che a partire dal prossimo anno vedrà lavorare fianco a fianco i fisioterapisti dell’Ordine regionale del Lazio e i medici della Società Italiana di Medicina d’emergenza-urgenza della Regione. Di questo connubio sperimentale all’insegna della ricerca promosso da Ofi Lazio si è discusso ieri nel corso del 12esimo congresso regionale Simeu Lazio dal titolo ‘Il valore della medicina d’emergenza e urgenza. Vision, Mindset, Skills and Innovation’, che si chiude oggi a Roma al Consiglio regionale del Lazio. “Si tratta- ha spiegato all’agenzia Dire la presidente di Ofi Lazio, Annamaria Servadio- di un progetto innovativo sia per la professione di fisioterapista in Italia, ma anche e soprattutto per il nostro sistema sanitario, un progetto che riesce a mettere a terra da subito un’innovazione organizzativa con il fisioterapista inserito all’interno dell’ambito dell’emergenza- urgenza. Abbiamo condiviso questo progetto con Simeu Lazio sin dall’inizio, è stato un lavoro intenso, partito da una revisione della letteratura non solo da un punto di vista di modelli organizzativi a livello internazionale, per capire come inserire oggi il fisioterapista all’interno della rete d’emergenza-urgenza del Lazio in un progetto sperimentale, ma anche effettuando una revisione di scopo soprattutto sulle misure di outcome utilizzate dai fisioterapisti in questo ambito. Gli obiettivi del progetto- ha proseguito- si direzionano verso i codici minori, ovvero 3, 4 e 5, che accolgono bisogni di salute a bassa e media complessità orientati prevalentemente sui disordini muscolo scheletrici con una attenzione e orientamento verso la fascia più anziana della popolazione, anche in considerazione dell’invecchiamento demografico e la consapevolezza che nel 2050 l’aumento dei disordini muscolo-scheletrici e della cronicità nel nostro Paese sarà esponenziale. Ecco, dunque, che avremo necessità per il futuro di aver già avviato una profonda revisione dei modelli organizzativi relativi alla cura e assistenza e che vedono oggi le prime azioni concrete a partire dalla messa a terra del DM 77 dove la fisioterapia sarà fondamentale e la valutazione fisioterapica sin dal momento dell’emergenza urgenza, potrà essere uno degli anelli strategici di congiunzione di quel  modello delle transitional care che vede anche il fisioterapista tra i maggiori protagonisti per quanto riguarda l’autonomia funzionale e la disabilità ma non solo”. “All’interno del pronto soccorso- ha poi evidenziato Servadio- la letteratura internazionale descrive il fisioterapista impegnato nella gestione e trattamento del dolore non farmacologico, nell’attuazione di strategie di self management per il paziente nel contrasto all’immobilizzazione e soprattutto nella valutazione delle autonomie funzionali, quindi lavoriamo su un progetto che tende fortemente anche ad una appropriatezza organizzativa, non duplicando prestazioni che vengono molto spesso riprodotte a livello territoriale. Con questo modello potremmo avviare già dal Pronto soccorso i piani terapeutici, con una fotografia che il fisioterapista esegue, per quanto riguarda la propria competenza, in ambito di disabilità e autonomia funzionale”.</p>
<p>“Il progetto sperimentale- ha inoltre reso noto la presidente di Ofi Lazio- è attualmente sottoposto alle istituzioni regionali. È un progetto fortemente condiviso con la nostra Federazione e ipotizziamo la partenza nel 2026: il progetto durerà sei mesi con l’inserimento di fisioterapisti qualificati e formati, con specializzazione riconosciuta anche da organismi internazionali in OMPT, all’interno del Pronto soccorso in aziende pilota. La sperimentazione si concluderà con la valutazione degli outcome attesi, che riguarderanno la gestione del dolore, la riduzione dei tempi di attesa, ma non solo, soprattutto la qualità dell’assistenza e la qualità percepita dall’utente. Sono dunque tanti gli outcome da misurare sugli indicatori che abbiamo condiviso con Simeu Lazio, che ringrazio per questa opportunità offerta non solo ai fisioterapisti della regione Lazio, ma ai fisioterapisti di tutto il territorio nazionale”. Annamaria Servadio si è infine soffermata sul tipo di modello organizzativo che Ofi Lazio pensa di sperimentare rispetto ai modelli internazionali discussi durante il 12esimo congresso regionale Simeu Lazio e che sono stati oggetto di una revisione della letteratura presentata. “A livello internazionale- ha ricordato Servadio- esistono tre modelli sostanziali: il primary contact, il triage e il fisioterapista inserito in team insieme al medico d’urgenza con quello che viene definito ‘modello on demand’. Il primary contact è per noi un tema caldo e rimanda al tema dell’accesso diretto ancora non attuato in Italia, il triage è già di competenza delle professioni infermieristiche. Noi pensiamo di sperimentare per essere attuativi e, ovviamente, mettere a terra in maniera immediata il progetto, di inserire il fisioterapista all’interno del team del medico d’urgenza. Questo ci consente di attuare il modello on demand, quindi il modello di consulenza diretta accanto al medico d’urgenza, che tra l’altro è un modello che già, di fatto, nel Lazio viene sperimentato da alcune aziende perché già ci sono alcuni fisioterapisti inseriti nell’ambito degli ospedali per acuti e che svolgono già prevalentemente questa funzione, ovviamente non direttamente in Pronto soccorso ma, ad esempio, nei posti letto di medicina d’urgenza. Questo potrebbe dunque essere il modello organizzativo da attuare che non prevede al momento competenze avanzate e che non ruba spazio ad altri professionisti, ma consegna un valore alla medicina d’urgenza in primis e sicuramente ai cittadini. Questo, non lo nascondiamo, dà un valore importante anche ai nostri professionisti, alla professione di fisioterapista in Italia”.</p>
<p>“Noi- è intervenuto il segretario Simeu Lazio, Gabriele Valli- abbiamo un problema con la medicina d’urgenza, dobbiamo un po’ ridefinire anche il ruolo del medico urgentista all’interno del Sistema sanitario. Ormai il Pronto soccorso è diventato l’anello di congiunzione tra il territorio e l’ospedale. Il territorio deve prendere sempre più importanza e il medico d’urgenza ha il ruolo chiave di regia di questo sistema, avvalendosi di tutte le professionalità di cui possiamo avere bisogno e che possono giocare un ruolo all’interno del Pronto soccorso. In questo senso la proposta dell’Ofi Lazio e dei fisioterapisti in Pronto soccorso, oltretutto sostenuta anche da evidenze internazionali piuttosto forti, rientra esattamente in questa nostra idea di medico d’urgenza: la possibilità di avere anche la professionalità del fisioterapista all’interno del Pronto soccorso potrebbe quindi risolvere moltissime situazioni, soprattutto in quell’area di pazienti che vengono in Pronto soccorso pur essendo accessi evitabili”</p>
<p>“In questo momento- ha continuato- abbiamo bisogno esattamente di trovare una risposta adeguata per questi pazienti che vengono e si rivolgono a noi, ma che però ci distolgono, purtroppo, da un’attività importante e fondamentale del medico d’urgenza, ovvero quella di trattare le patologie critiche, quindi quelle tempo dipendenti e che mettono a rischio la vita del paziente. Quindi, senza nulla togliere a chi viene in Pronto soccorso ricercando una risposta per un dolore lombare o per qualcosa di paragonabile, credo che l’intervento di una persona che ha una professionalità nella gestione di questo tipo di patologie all’interno nel Pronto soccorso possa aiutare molto: riduce i tempi d’attesa e migliora la qualità anche di quei malati che, invece, vengono per patologie più critiche, perché permette a noi di avere più tempo e più possibilità di cura”.</p>
<p>“Il valore della medicina di emergenza-urgenza nel Lazio- le parole del presidente della Simeu Lazio, Carlo Gaetano Claudio Piccolo- si può sintetizzare con quello che è emerso in queste giornate: si sta facendo un grosso sforzo ma con uno sguardo in avanti rispetto a quanto accadeva una volta. Lo sforzo vede in maniera concreta l’integrazione tra la parte pre-ospedaliera, e possiamo anche dire la parte territoriale, e la parte ospedaliera: ci stiamo parlando, ci stiamo confrontando, stiamo avendo anche una buona attenzione da parte delle istituzioni. Tutto questo fa sì che possiamo vedere alcuni progetti, come la telemedicina o l’ambulanza connessa, in maniera non solo propositiva, ma anche avendo la sensazione che lavorando assieme, passo dopo passo riusciamo a ottenere alcuni risultati. Alcune collaborazioni, come ad esempio quella recente con l’Ordine dei fisioterapisti del Lazio, che a un primo impatto potrebbe apparire un po’ fuori dal contesto, quando la si approfondisce in maniera concreta, tenendo presente che si tratta di una situazione che avvieremo in maniera sperimentale, si capisce che stiamo provando ad affrontare l’argomento, dell’emergenza-urgenza pensando in prima battuta al paziente che necessita anche di alcune cose apparentemente fuori dal sistema dell’emergenza-urgenza”.</p>
<p>“Durante queste giornate- ha dichiarato il presidente del XII Congresso regionale Simeu Lazio, Giulio Maria Ricciuto- abbiamo parlato di medicina d’urgenza. Una medicina d’urgenza votata all’innovazione, al cambiamento, alla nuova organizzazione e che richiede una mentalità nuova, una mentalità votata alla multidisciplinarità e alla multiprofessionalità. Ormai non si può più parlare di medico d’urgenza che fa tutto, ma di medico d’urgenza che è presente come team leader di una squadra che si presenta con tante discipline e tante professioni. E in questo si iscrive anche questa bellissima ricerca che stiamo varando insieme all’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio per inserire in Pronto soccorso una nuova figura, quella del fisioterapista. Da questi e altri bellissimi progetti di ricerca nuovi partiti dal congresso regionale Simeu e che prenderanno il via nei prossimi mesi nasce la nuova medicina d’urgenza regionale, una medicina d’urgenza che abbia finalmente lo spazio che richiede, lo spazio di cui ha bisogno, lo spazio che si traduce in strutture in cui i cittadini possano essere tranquilli di avere la migliore assistenza possibile nel loro peggior momento, ovvero quando si recano in Pronto soccorso”.</p>
<p>Ai partecipanti ha voluto portare il proprio saluto anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. “Nel Lazio ci siamo spesi molto: nel biennio 2023-2024 abbiamo messo 13 milioni per sostenere gli stipendi e gratificare i medici di emergenza, fino a 1000 euro in più al mese. Adesso ne abbiamo stanziati altri nove e stiamo attendendo le autorizzazioni per poterli finalizzare. È dunque un lavoro di attenzione, perché si tratta di una categoria estremamente penalizzata, ha una crisi vocazionale estremamente importante. È quindi necessaria un’azione di sistema per la quale io, ovviamente, ho sollecitato anche il ministero della Salute. Mi auguro si arrivi a trovare delle soluzioni che consentano a questa categoria così preziosa per il Servizio sanitario nazionale di avere i giusti riconoscimenti in termini di qualità del lavoro e, ovviamente, anche in termini salariali”.</p>
<p>Ad ospitare questo momento di condivisione delle conoscenze più avanzate in campo scientifico tra tutti gli operatori sanitari dell’emergenza-urgenza e che ha visto confrontarsi medici, specializzandi e infermieri, ciascuno con la propria area di expertise, è stato il padrone di casa, il presidente del consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma. “Questo- ha concluso- è il cuore pulsante della nostra sanità, il sistema emergenziale. Quello dei Pronto soccorso è il nostro biglietto da visita sul quale puntiamo molto. La riunione di oggi serve per fare rete tra l’emergenza sanitaria, la chirurgia di emergenza e il modo per poter dare il giusto supporto come istituzioni, come Consiglio regionale, ai nostri medici, che sono il nostro front office nel periodo più caldo e più critico che possono avere i cittadini della nostra regione”.</p>
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