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	<title>Noemi Carosi, Autore presso OFI LAZIO</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 25 Sep 2026 15:45:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>DGR LAZIO N. 669: OFI LAZIO FA CHIAREZZA SUGLI STUDI PROFESSIONALI E PROSEGUE IL CONFRONTO CON LA REGIONE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 15:43:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al momento non è richiesto alcun adempimento agli studi libero-professionali, che possono proseguire regolarmente la propria attività. OFI Lazio ha avviato un confronto con la Regione e presentato specifiche richieste di modifica del provvedimento a tutela dell’autonomia professionale del fisioterapista. In riferimento alla Delibera Regionale n. 669 dello scorso 6 agosto, l’Ordine dei Fisioterapisti del</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/09/25/dgr-lazio-n-669-ofi-lazio-fa-chiarezza-sugli-studi-professionali-e-prosegue-il-confronto-con-la-regione/">DGR LAZIO N. 669: OFI LAZIO FA CHIAREZZA SUGLI STUDI PROFESSIONALI E PROSEGUE IL CONFRONTO CON LA REGIONE</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Al momento non è richiesto alcun adempimento agli studi libero-professionali, che possono proseguire regolarmente la propria attività. OFI Lazio ha avviato un confronto con la Regione e presentato specifiche richieste di modifica del provvedimento a tutela dell</em>’<em>autonomia professionale del fisioterapista.</em></h3>
<p>In riferimento alla Delibera Regionale n. 669 dello scorso 6 agosto, l’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio (OFI Lazio) intende fornire agli iscritti e a tutti i cittadini interessati un’informazione chiara e corretta, con l’obiettivo di tutelare la professione, l’attività svolta negli studi dei fisioterapisti e prevenire la diffusione di informazioni non corrette.</p>
<p><strong>Il confronto con la Regione Lazio</strong></p>
<p>OFI Lazio è intervenuto presso gli uffici della Regione Lazio già poche ore dopo la pubblicazione della Delibera.</p>
<p>A seguito della segnalazione, la Regione ha incontrato i rappresentanti dell’Ordine, avviando un confronto finalizzato alla revisione e all’integrazione del testo del provvedimento.</p>
<p>L’Ordine esprime il proprio ringraziamento all’Amministrazione regionale per la tempestività, l’attenzione e la disponibilità dimostrate nell’avviare un confronto concreto e costruttivo.</p>
<p><strong>Le proposte di revisione presentate da OFI Lazio</strong></p>
<p>Il confronto in corso ha l’obiettivo di salvaguardare il profilo professionale e l’autonomia del fisioterapista, con particolare riferimento all’attività svolta all’interno dello studio professionale.</p>
<p>Nel corso del tavolo tecnico, OFI Lazio ha presentato specifiche richieste di modifica relative ad alcuni punti ritenuti critici del provvedimento.</p>
<p><strong>Collaborazione interprofessionale</strong><br />
È stata richiesta la revisione del punto 3.1.3, affinché non venga impedita la legittima collaborazione tra il fisioterapista e altri professionisti sanitari, compresi i medici specialisti, all’interno dello studio professionale.</p>
<p><strong>Apparecchiature e utilità </strong><strong>terapeutica</strong><br />
È stata richiesta la modifica del capo 4.1, affinché le terapie manuali, fisiche — comprese quelle elettromedicali — e occupazionali siano riconosciute come parte integrante del programma riabilitativo e non vengano considerate attività meramente “accessorie”.</p>
<p><strong>Trattamenti di recupero e riabilitazione</strong><br />
OFI Lazio ha chiesto l’eliminazione dell’inciso contenuto nel capo 4.1, lettera a), che qualifica come “complesse” le attività di riabilitazione funzionale, riservandole impropriamente a strutture complesse.</p>
<p><strong>Utilizzo degli elettromedicali e refertazione</strong><br />
L’Ordine ha contestato la limitazione dell’utilizzo degli elettromedicali e ha ribadito il diritto e il dovere del fisioterapista di refertare il proprio operato, distinguendo tale attività dalla refertazione diagnostica.</p>
<p><strong>Attività di FKT e spazi operativi</strong><br />
È stata richiesta l’eliminazione dell’esclusione della fisiokinesiterapia (FKT) dalle attività proprie del fisioterapista nel proprio studio professionale, prevista dalla Nota 1 a pagina 18, nonché il riconoscimento della piena legittimità della presenza di box riabilitativi e di spazi destinati all’esercizio fisico terapeutico.</p>
<p><strong>Procedure per l</strong>’<strong>avvio dell</strong>’<strong>attività</strong><br />
OFI Lazio ha inoltre richiesto un chiarimento urgente per gli studi già esistenti, con l’obiettivo di evitare adempimenti burocratici di sanatoria non necessari e gravosi per i professionisti.</p>
<p><strong>Cosa devono fare gli iscritti in questo momento</strong></p>
<p>È importante chiarire un punto: <strong>allo stato attuale, gli studi libero-professionali non devono effettuare alcuna comunicazione n</strong><strong>é </strong><strong>porre in essere alcun adempimento nei confronti della Regione Lazio.</strong></p>
<p>Gli studi possono quindi proseguire regolarmente la propria attività.</p>
<p>OFI Lazio è inoltre venuto a conoscenza di iniziative promosse da alcune società di consulenza e comunicazione che propongono servizi, anche a pagamento, collegati alla Delibera n. 669.</p>
<p>L’Ordine invita gli iscritti a non dare seguito, in questa fase, a tali offerte. Si tratta infatti di proposte premature, riferite a un provvedimento sul quale è ancora in corso il confronto istituzionale per la revisione del testo.</p>
<p>Ricorrere in questa fase a consulenze esterne potrebbe generare incertezza operativa ed esporre i professionisti a iniziative non necessarie o a costi superflui.</p>
<p><strong>Fare riferimento esclusivamente alle informazioni ufficiali</strong></p>
<p>OFI Lazio invita i colleghi che esercitano in libera professione a evitare allarmismi derivanti da letture superficiali o da interpretazioni approssimative del testo regionale.</p>
<p>L’Ordine sta lavorando per arrivare a una soluzione definitiva e condivisa.</p>
<p>Tutte le informazioni ufficiali e gli aggiornamenti saranno messi a disposizione attraverso il sito web istituzionale, la casella email dell’Ente e il servizio “<strong>Filo Diretto”</strong>, che garantiscono informazioni univoche e basate sul confronto istituzionale in corso.</p>
<p>Gli iscritti sono pertanto invitati a fare riferimento esclusivamente a questi canali.</p>
<p>OFI Lazio continuerà a monitorare l’evoluzione del provvedimento e, al momento opportuno — e comunque prima che la Delibera si consolidi — accompagnerà gli iscritti in tutte le procedure che dovessero rendersi effettivamente necessarie.</p>
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		<item>
		<title>ACL-R²: ricostruzione e riabilitazione per il ritorno in campo</title>
		<link>https://www.ofilazio.it/2026/09/22/acl-r%c2%b2-ricostruzione-e-riabilitazione-per-il-ritorno-in-campo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 12:41:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ofilazio.it/?p=5321</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 26 settembre 2026 a Roma un corso ECM nato dalla collaborazione scientifica tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma e OFI LAZIO, dedicato alla gestione del paziente sottoposto a ricostruzione del Legamento Crociato Anteriore, dalla comprensione dell’intervento chirurgico fino al ritorno all’attività sportiva. Iscriviti QUI Leggi il Programma La gestione del paziente sottoposto a ricostruzione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/09/22/acl-r%c2%b2-ricostruzione-e-riabilitazione-per-il-ritorno-in-campo/">ACL-R²: ricostruzione e riabilitazione per il ritorno in campo</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong><em>Il 26 settembre 2026 a Roma un corso ECM nato dalla collaborazione scientifica tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma e OFI LAZIO, dedicato alla gestione del paziente sottoposto a ricostruzione del Legamento Crociato Anteriore, dalla comprensione dell</em></strong><strong><em>’intervento chirurgico fino al ritorno all</em></strong><strong><em>’attività sportiva.</em></strong></h2>
<ul>
<li><a href="https://ecm.unicampus.it/event/acl-r-ricostruzione-e-riabilitazione-per-il-ritorno-in-campo" target="_blank" rel="noopener">Iscriviti QUI</a></li>
<li><a href="https://www.ofilazio.it/wp-content/uploads/2026/09/ECM_ACL-R²_2026_agg28072026.pdf">Leggi il Programma</a></li>
</ul>
<p>La gestione del paziente sottoposto a ricostruzione del LCA richiede una stretta collaborazione tra chirurgo e fisioterapista, basata su un linguaggio comune e sulla conoscenza reciproca dei rispettivi ambiti di competenza. È proprio da questa esigenza che nasce <strong>“</strong><strong>ACL-R²: Ricostruzione e riabilitazione per il ritorno in campo”</strong>, corso ECM in programma il <strong>26 settembre 2026 presso l</strong><strong>’Università Campus Bio-Medico di Roma</strong>.</p>
<p>Il percorso formativo è pensato per offrire al fisioterapista una <strong>visione integrata della gestione del paziente dopo ricostruzione del LCA</strong>, partendo dalla comprensione della tecnica chirurgica per arrivare alla pianificazione di un programma riabilitativo consapevole e personalizzato. L’obiettivo è acquisire gli strumenti per interpretare i dati chirurgici, modulare il recupero in funzione delle caratteristiche dell’intervento e utilizzare criteri obiettivi per guidare in sicurezza il ritorno all’attività sportiva.</p>
<p>Il programma entrerà nel vivo con un approfondimento su <strong>epidemiologia, biomeccanica e diagnosi delle lesioni del LCA</strong>, seguito da una sessione di <strong>“re-live surgery”</strong> dedicata a prelievi, tunnel e procedure associate. Un passaggio particolarmente rilevante per comprendere come elementi quali la scelta del graft, la posizione dei tunnel ossei, le modalità di fissazione e la gestione delle lesioni associate possano incidere sulla successiva impostazione del trattamento riabilitativo.</p>
<p>La seconda parte del corso sarà dedicata in modo specifico alla <strong>riabilitazione e al ritorno allo sport</strong>: dal recupero della forza dopo l’intervento alla valutazione oggettiva del paziente a tre mesi, fino al lavoro su <strong>corsa, potenza e pliometria</strong> e alla progressione verso le attività sport-specifiche e la riabilitazione in campo. Verranno inoltre affrontati i criteri di valutazione a sei mesi e le domande centrali nella pratica clinica: <strong>di cosa ha bisogno il paziente per tornare alle attività sportive? Come, quando e perch</strong><strong>é avviare la riabilitazione in campo?</strong></p>
<p>Il corso approfondisce un approccio alla riabilitazione del LCA non più fondato esclusivamente su tempistiche prestabilite, ma su <strong>criteri funzionali oggettivi</strong>, tra cui forza muscolare, controllo neuromuscolare, simmetria degli arti e capacità di gestione del carico. Il programma richiama inoltre l’importanza del recupero precoce della forza, della gestione del carico, della pliometria, della valutazione oggettiva nel ritorno allo sport e della componente psicologica, compreso il <em>fear of re-injury</em>.</p>
<p><strong>Informazioni sul corso:</strong></p>
<p><strong>Data:</strong> 26 settembre 2026</p>
<p><strong>Sede:</strong> Edificio Cu.Bo – Università Campus Bio-Medico di Roma, Via Regdo Scodro 42, 00128 Roma</p>
<p><strong>Durata:</strong> 5 ore</p>
<p><strong>Crediti ECM:</strong> 3,5</p>
<p><strong>Attestato di partecipazione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma</strong></p>
<p><strong>Destinatari:</strong> fisioterapisti; medici chirurghi nelle discipline di Medicina dello sport, Medicina fisica e riabilitazione, Ortopedia e traumatologia; studenti. Il numero massimo previsto è di 150 discenti.</p>
<p><strong>Corso GRATUITO!</strong></p>
<p><strong>Iscrizione obbligatoria</strong></p>
<h2><strong><a href="https://ecm.unicampus.it/event/acl-r-ricostruzione-e-riabilitazione-per-il-ritorno-in-campo" target="_blank" rel="noopener">ISCRIVITI QUI</a> </strong></h2>
<p><em>Approfondisci il programma e iscriviti al corso: un</em><em>’occasione formativa per integrare conoscenze chirurgiche, valutazione oggettiva e riabilitazione nel percorso che accompagna il paziente dalla ricostruzione del LCA al ritorno in campo.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/09/22/acl-r%c2%b2-ricostruzione-e-riabilitazione-per-il-ritorno-in-campo/">ACL-R²: ricostruzione e riabilitazione per il ritorno in campo</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
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		<item>
		<title>DGR Lazio n. 669/2026 – Studi professionali dei fisioterapisti: Aggiornamento e iniziative dell’OFI Lazio</title>
		<link>https://www.ofilazio.it/2026/08/26/dgr-lazio-n-669-2026-studi-professionali-dei-fisioterapisti-aggiornamento-e-iniziative-dellofi-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 15:31:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ofilazio.it/?p=5260</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Regione Lazio ha approvato la DGR n. 669 del 6 agosto 2026, che revoca e sostituisce, tra le altre, la precedente DGR n. 1247/2025, già oggetto di precedenti comunicazioni dell’OFI Lazio. A seguito dell’analisi del nuovo provvedimento, l’Ordine ha rilevato alcuni aspetti che necessitano di chiarimenti interpretativi e applicativi, in particolare rispetto all’esercizio autonomo della professione, alla fisiokinesiterapia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/08/26/dgr-lazio-n-669-2026-studi-professionali-dei-fisioterapisti-aggiornamento-e-iniziative-dellofi-lazio/">DGR Lazio n. 669/2026 – Studi professionali dei fisioterapisti: Aggiornamento e iniziative dell’OFI Lazio</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isselectedend" style="text-align: justify;"><span lang="IT" style="color: black;">La Regione Lazio ha approvato la<span class="apple-converted-space"> </span><strong>DGR n. 669 del 6 agosto 2026</strong><b>, </b>che revoca e sostituisce, tra le altre, la precedente<span class="apple-converted-space"> </span><strong>DGR n. 1247/2025</strong>, già oggetto di precedenti comunicazioni dell’OFI Lazio.</span></p>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;"><span lang="IT" style="color: black;">A seguito dell’analisi del nuovo provvedimento, l’Ordine ha rilevato<span class="apple-converted-space"> </span><strong>alcuni aspetti che necessitano di chiarimenti interpretativi e applicativi</strong><b>, </b>in particolare rispetto all’esercizio autonomo della professione, alla<span class="apple-converted-space"> </span><strong>fisiokinesiterapia (FKT)</strong><span class="apple-converted-space"> </span>e alla distinzione tra studio professionale e struttura sanitaria organizzata.</span></p>
<p class="isselectedend" style="text-align: justify;"><span lang="IT" style="color: black;">Per tale motivo,<span class="apple-converted-space"> </span><strong>in data 14 agosto 2026 l’OFI Lazio ha trasmesso alla Regione una nota formale</strong><b>,</b> chiedendo un chiarimento urgente volto a tutelare l’autonomia professionale del fisioterapista e la continuità degli studi professionali operanti sul territorio.<br />
L’OFI Lazio continuerà a seguire l’evoluzione della questione e<span class="apple-converted-space"> </span><strong>informerà tempestivamente gli iscritti sugli eventuali chiarimenti della Regione</strong><b>.</b></span></p>
<h3><a href="https://www.ofilazio.it/wp-content/uploads/2026/08/REGLAZIO.REGISTRO-UFFICIALE.2026.0841488.pdf">ESTRATTO DAL VERBALE DELLE DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE<br />
(SEDUTA DEL 6 AGOSTO 2026)</a></h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/08/26/dgr-lazio-n-669-2026-studi-professionali-dei-fisioterapisti-aggiornamento-e-iniziative-dellofi-lazio/">DGR Lazio n. 669/2026 – Studi professionali dei fisioterapisti: Aggiornamento e iniziative dell’OFI Lazio</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RALLY DI ROMA, SERVADIO (OFI LAZIO): “LA PREVENZIONE CORRE CON NOI FISIOTERAPISTI”</title>
		<link>https://www.ofilazio.it/2026/07/26/rally-di-roma-servadio-ofi-lazio-la-prevenzione-corre-con-noi-fisioterapisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 12:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ofilazio.it/?p=5152</guid>

					<description><![CDATA[<p>"Eventi come questo promuovono sani stili vita, grazie al presidente Aurigemma"   ROMA 01 luglio 2026 – “I fisioterapisti sono da sempre impegnati nella prevenzione e nella riabilitazione. Oggi parlare di prevenzione è più importante che mai e l’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio ha sostenuto, fin dalla sua istituzione, iniziative rivolte alla collettività e al</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/07/26/rally-di-roma-servadio-ofi-lazio-la-prevenzione-corre-con-noi-fisioterapisti/">RALLY DI ROMA, SERVADIO (OFI LAZIO): “LA PREVENZIONE CORRE CON NOI FISIOTERAPISTI”</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>&#8220;Eventi come questo promuovono sani stili vita, grazie al presidente Aurigemma&#8221;</em></h3>
<p><em> </em></p>
<p>ROMA 01 luglio 2026 – “I fisioterapisti sono da sempre impegnati nella prevenzione e nella riabilitazione. Oggi parlare di prevenzione è più importante che mai e l’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio ha sostenuto, fin dalla sua istituzione, iniziative rivolte alla collettività e al mondo dello sport come questa”. Così la presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio, <strong>Annamaria Servadio</strong>, intervistata dalla Dire oggi a Roma in occasione della presentazione, presso il Salone delle Fontane all’Eur, del programma gratuito di prevenzione <strong>‘Un Consiglio in Salute</strong>‘, promosso dal Consiglio regionale del Lazio nell’ambito della <strong>14esima edizione del Rally di Roma </strong>Capitale. Nel corso della manifestazione, che si svolgerà nella Capitale da domani a domenica prossima (5 luglio), si potranno svolgere <strong>visite e screening gratuiti</strong>.</p>
<p><strong>IL RALLY, UN APPUNTAMENTO CONSOLIDATO</strong></p>
<p>Secondo Servadio, il Rally di Roma Capitale rappresenta un appuntamento “ormai consolidato, ma l’obiettivo- ha sottolineato- è guardare oltre la manifestazione, verso un modello culturale orientato alla diffusione della prevenzione. Eventi di questo tipo permettono ai professionisti sanitari di essere presenti all’interno di un contesto in cui informare i cittadini, <strong>offrire il proprio contributo e svolgere anche attività sanitarie come gli screening posturali per i fisioterapisti</strong>“. La presidente Servadio ha quindi evidenziato il contributo concreto dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio durante le giornate dedicate agli screening e soprattutto della professione in ambito preventivo: “<strong>Siamo presenti con quello che i fisioterapisti sanno fare da sempre</strong>: valutazioni, screening posturali e, soprattutto, educazione al movimento. Parlare di movimento significa parlare di prevenzione”.</p>
<p><strong>I RINGRAZIAMENTI DI SERVADIO A AURIGEMMA</strong></p>
<p>Queste iniziative all’interno delle quali i fisioterapisti partecipano con profonda convinzione guardano alla sostenibilità del sistema sanitario: “<strong>Promuovere il movimento significa prevenire le condizioni di cronicità </strong>e favorire il mantenimento di sani stili di vita. È anche così che si costruisce una nuova sostenibilità per il nostro Paese che deve necessariamente<strong> affrontare le nuove sfide unendo le politiche del lavoro della sanità e dello sport in una visione di sistema</strong>“. In conclusione, Servadio ha ribadito l’importanza della collaborazione tra istituzioni e professioni sanitarie: “Questi sono contesti prioritari per costruire insieme le vere comunità Ê all’interno di queste la cultura della prevenzione. <strong>Ringrazio il Consiglio regionale del Lazio e il presidente, Antonello Aurigemma,</strong> per aver promosso un modello che mette insieme istituzioni, professionisti sanitari e cittadini. È così che si diffonde quella cultura della prevenzione di cui abbiamo assolutamente bisogno per affrontare il futuro che ci attende.. ricordando che la prevenzione corre con i cittadini”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/07/26/rally-di-roma-servadio-ofi-lazio-la-prevenzione-corre-con-noi-fisioterapisti/">RALLY DI ROMA, SERVADIO (OFI LAZIO): “LA PREVENZIONE CORRE CON NOI FISIOTERAPISTI”</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>TARQUINIA, INAUGURATA LA NUOVA CASA DELLA COMUNITÀ. OFI LAZIO: «IL FISIOTERAPISTA PROTAGONISTA DELLA SANITÀ DI PROSSIMITÀ E DELLA PREVENZIONE»</title>
		<link>https://www.ofilazio.it/2026/07/26/tarquinia-inaugurata-la-nuova-casa-della-comunita-ofi-lazio-il-fisioterapista-protagonista-della-sanita-di-prossimita-e-della-prevenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 12:32:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ofilazio.it/?p=5141</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il presidente di OFI Lazio, Annamaria Servadio: «Nelle Case della Comunità il fisioterapista svolge un ruolo strategico nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione». Apprezzamento per gli spazi dedicati alla Fisioterapia e per il progetto “Cammina per la tua salute”.   Tarquinia, 13 luglio 2026 – L’Ordine dei Fisioterapisti della Regione Lazio (OFI Lazio) ha</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/07/26/tarquinia-inaugurata-la-nuova-casa-della-comunita-ofi-lazio-il-fisioterapista-protagonista-della-sanita-di-prossimita-e-della-prevenzione/">TARQUINIA, INAUGURATA LA NUOVA CASA DELLA COMUNITÀ. OFI LAZIO: «IL FISIOTERAPISTA PROTAGONISTA DELLA SANITÀ DI PROSSIMITÀ E DELLA PREVENZIONE»</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Il presidente di OFI Lazio, Annamaria Servadio: </em><em>«</em><em>Nelle Case della Comunit</em><em>à </em><em>il fisioterapista svolge un ruolo strategico nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione». Apprezzamento per gli spazi dedicati alla Fisioterapia e per il progetto </em><em>“</em><em>Cammina per la tua salute</em><em>”.</em></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tarquinia, 13 luglio 2026 – L’Ordine dei Fisioterapisti della Regione Lazio (OFI Lazio) ha partecipato oggi all’inaugurazione della nuova Casa della Comunità di Tarquinia, rappresentato dal presidente Annamaria Servadio.</p>
<p>Alla cerimonia erano presenti il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il direttore generale della ASL di Viterbo, Egisto Bianconi, il sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, e il dirigente delle Professioni della riabilitazione, Renzo Scolastici, insieme agli altri rappresentanti delle istituzioni civili, religiose e militari, ai professionisti sanitari e alle realtà del territorio.</p>
<p>Un momento dal forte valore simbolico per la professione è stato il taglio del nastro, affidato proprio a una fisioterapista, a testimonianza del contributo che i professionisti della Fisioterapia sono chiamati a offrire nel nuovo modello di assistenza territoriale.</p>
<p>La Casa della Comunità di Tarquinia, realizzata attraverso i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, si propone come punto di riferimento per l’assistenza sanitaria e sociosanitaria territoriale di circa 50 mila cittadini. Il modello organizzativo è fondato sulla presa in carico multidisciplinare della persona, sull’integrazione tra ospedale e territorio e sulla prossimità delle cure.</p>
<p>In questo nuovo assetto dell’assistenza territoriale, il fisioterapista riveste un ruolo centrale non soltanto nella cura e nella riabilitazione, ma anche nella prevenzione, nella promozione della salute e nel sostegno all’autonomia delle persone. La presenza della Fisioterapia nelle Case della Comunità può contribuire a intercettare precocemente i bisogni della popolazione, promuovere il movimento e corretti stili di vita e accompagnare le persone nei percorsi di salute in integrazione con le altre professioni sanitarie. Questo modello assume un valore particolarmente rilevante nelle province del Lazio, nei territori dove la prossimità dei servizi rappresenta un elemento fondamentale per garantire una risposta ai bisogni di salute delle comunità locali. Rafforzare la presenza dell’assistenza territoriale significa avvicinare i servizi ai cittadini e favorire una presa in carico integrata e multidisciplinare.</p>
<p>«Le Case della Comunità rappresentano un passaggio fondamentale verso una sanità sempre più vicina alle persone e capace di rispondere ai bisogni di salute attraverso il lavoro integrato dei professionisti», dichiara Annamaria Servadio, presidente di OFI Lazio. «In questo modello il fisioterapista può e deve esprimere pienamente le proprie competenze, non soltanto negli ambiti della cura e della riabilitazione, ma anche nella prevenzione e nella promozione della salute. La Fisioterapia può intervenire prima che una condizione di fragilità o di riduzione della capacità funzionale si consolidi, favorendo il movimento, l’autonomia e la partecipazione della persona. Abbiamo inoltre particolarmente apprezzato gli spazi dedicati agli ambulatori di fisioterapia all’interno della nuova struttura: ambienti accoglienti e adeguati all’attività professionale, che riconoscono concretamente il valore della riabilitazione e della presa in carico di prossimità».</p>
<p>OFI Lazio sottolinea, in particolare, il valore delle iniziative capaci di tradurre la prevenzione da principio teorico in un’esperienza concreta e accessibile alla popolazione. In questa prospettiva si inserisce “Cammina per la tua salute”, progetto nato su iniziativa dei fisioterapisti dipendenti della ASL di Viterbo, promosso dalla stessa Azienda nell’ambito del Piano aziendale della prevenzione – Programma PP02 “Comunità attive” – e realizzato in collaborazione con il Comitato territoriale UISP di Viterbo.</p>
<p>Dopo il positivo avvio presso la Casa della Comunità di Bagnoregio, l’iniziativa prosegue nelle altre Case della Comunità della provincia. I partecipanti vengono accompagnati da volontari esperti nelle camminate che, insieme ai fisioterapisti della Casa della Comunità, guidano il gruppo lungo percorsi dedicati al movimento, alla prevenzione e al benessere. L’attività è gratuita, aperta alla popolazione ed è finalizzata a promuovere uno stile di vita attivo, favorire la socializzazione e diffondere la cultura della prevenzione attraverso il movimento.</p>
<p>«“Cammina per la tua salute” è un’iniziativa lodevole perché rende immediatamente visibile cosa significhi fare prevenzione sul territorio», aggiunge Servadio. «Il fisioterapista è il professionista sanitario esperto del movimento: coinvolgerlo in programmi che promuovono l’attività fisica, il mantenimento delle capacità funzionali e stili di vita attivi significa mettere le sue competenze al servizio della comunità prima ancora che si manifesti un bisogno riabilitativo. Camminare insieme significa davvero prendersi cura della propria salute, un passo alla volta».</p>
<p>Per l’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio, la nuova Casa della Comunità di Tarquinia rappresenta dunque un’importante opportunità per rafforzare una sanità territoriale multidisciplinare, accessibile e orientata alla prossimità, nella quale la Fisioterapia possa contribuire lungo l’intero percorso di salute della persona: dalla prevenzione all’individuazione precoce dei bisogni funzionali, fino alla cura e alla riabilitazione.</p>
<p>La partecipazione di OFI Lazio all’inaugurazione conferma la volontà dell’Ordine di contribuire al confronto istituzionale e professionale sullo sviluppo delle Case della Comunità e, più in generale, sul futuro dell’assistenza territoriale, affinché le competenze dei fisioterapisti siano pienamente integrate nei percorsi di prevenzione, salute e presa in carico della popolazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/07/26/tarquinia-inaugurata-la-nuova-casa-della-comunita-ofi-lazio-il-fisioterapista-protagonista-della-sanita-di-prossimita-e-della-prevenzione/">TARQUINIA, INAUGURATA LA NUOVA CASA DELLA COMUNITÀ. OFI LAZIO: «IL FISIOTERAPISTA PROTAGONISTA DELLA SANITÀ DI PROSSIMITÀ E DELLA PREVENZIONE»</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
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		<title>DIRETTORE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI, OFI LAZIO: “UNA FIGURA STRATEGICA PER RAFFORZARE L’INTEGRAZIONE TERRITORIALE E LA PRESA IN CARICO DEI CITTADINI</title>
		<link>https://www.ofilazio.it/2026/06/26/direttore-dei-servizi-sociosanitari-ofi-lazio-una-figura-strategica-per-rafforzare-lintegrazione-territoriale-e-la-presa-in-carico-dei-cittadini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 12:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Audizione in Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio sulla proposta di legge per l’istituzione del nuovo ruolo nelle Asl   ROMA 24 giugno 2026 – Parere favorevole dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio (OFI LAZIO) alla proposta di legge regionale che introduce la figura del Direttore dei Servizi Sociosanitari nelle Aziende sanitarie locali del Lazio. La</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/06/26/direttore-dei-servizi-sociosanitari-ofi-lazio-una-figura-strategica-per-rafforzare-lintegrazione-territoriale-e-la-presa-in-carico-dei-cittadini/">DIRETTORE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI, OFI LAZIO: “UNA FIGURA STRATEGICA PER RAFFORZARE L’INTEGRAZIONE TERRITORIALE E LA PRESA IN CARICO DEI CITTADINI</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Audizione in Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio sulla proposta di legge per l’istituzione del nuovo ruolo nelle Asl</em></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>ROMA 24 giugno 2026 – Parere favorevole dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio (OFI LAZIO) alla proposta di legge regionale che introduce la figura del <strong>Direttore dei Servizi Sociosanitari nelle Aziende sanitarie locali del Lazio</strong>. La posizione è stata espressa dal Presidente Annamaria Servadio nel corso dell’audizione svoltasi ieri presso la Sala dei Latini del Consiglio regionale del Lazio, nell’ambito dei lavori della VII Commissione consiliare permanente<strong> “Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare”</strong>, presieduta da Alessia Stavo, alla presenza dell’assessore regionale all’Inclusione Sociale e Servizi alla Persona, Massimiliano Maselli.</p>
<p>L’istituzione di una figura di direttore, con incardinamento nella Direzione strategica aziendale specificamente dedicata al coordinamento delle politiche e degli interventi sociosanitari rappresenta <strong>una scelta necessaria alla luce dei profondi cambiamenti epidemiologici, demografici e sociali</strong> che caratterizzano la popolazione, portando verso un progressivo orientamento delle risorse in favore di una sanità di carattere territoriale e ad alto tasso di integrazione. L’aumento della prevalenza delle patologie croniche, della non autosufficienza, delle condizioni di fragilità, della disabilità e dei bisogni assistenziali complessi richiede infatti <strong>modelli organizzativi capaci di garantire continuità assistenziale, integrazione professionale e presa in carico globale della persona</strong>, che opportunamente si declina nella dimensione sanitaria e sociosanitaria.</p>
<p>Le parole del Presidente di OFI LAZIO a margine dell’incontro: “L’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio accoglie favorevolmente la proposta di legge recante l’istituzione della figura del Direttore dei Servizi Sociosanitari, riconoscendone<strong> il valore strategico ai fini del rafforzamento della governance territoriale e dei processi di integrazione sociosanitaria nel sistema regionale</strong>. L’iniziativa appare pienamente coerente con l’evoluzione dei bisogni di salute della popolazione e con il progressivo orientamento delle politiche sanitarie verso modelli di assistenza territoriale integrata, <strong>l’incremento delle patologie croniche, l’invecchiamento demografico, l’aumento delle condizioni di fragilità</strong>, disabilità e non autosufficienza richiedono infatti assetti organizzativi capaci di garantire continuità assistenziale, coordinamento tra i servizi e presa in carico globale della persona. In tale contesto,<strong> l’istituzione di una figura di direzione specificamente dedicata al coordinamento delle politiche e degli interventi sociosanitari rappresenta una scelta condivisibile e opportuna</strong>, in grado di contribuire al superamento delle tradizionali frammentazioni tra ambito sanitario e ambito sociale e di favorire percorsi assistenziali maggiormente integrati e centrati sui bisogni dei cittadini.</p>
<p>Proprio in ragione della rilevanza – continua Servadio- e della portata innovativa della proposta, l’Ordine ha ritenuto utile sottoporre all’attenzione della Commissione alcune osservazioni e proposte di integrazione, formulate con l’esclusiva finalità di rafforzarne l’efficacia applicativa e la coerenza con gli obiettivi di integrazione, continuità assistenziale e presa in carico multidimensionale della persona.<br />
Il primo tema riguarda i requisiti per la nomina del Direttore dei Servizi Sociosanitari, A nostro avviso – specifica il Presidente di OFI LAZIO- questa figura dovrà essere non soltanto un manager, ma soprattutto <strong>un professionista capace di comprendere la complessità dei bisogni assistenziali e dei percorsi di cura integrati</strong>. Per questo riteniamo opportuno che il requisito formativo privilegi in maniera esclusiva le discipline sanitarie, sociosanitarie e sociali, che risultano maggiormente coerenti con le funzioni attribuite. Allo stesso modo, sarebbe utile valorizzare esperienze maturate <strong>nei servizi territoriali, nella riabilitazione, nella disabilità, nella non autosufficienza e nella gestione delle cronicità</strong>. Sono infatti questi gli ambiti nei quali l’integrazione sociosanitaria trova oggi la sua applicazione più concreta e dove si misurano quotidianamente le difficoltà e le opportunità della presa in carico integrata.</p>
<p>Il secondo aspetto riguarda le funzioni del Direttore dei Servizi Sociosanitari. L’Ordine esprime parere favorevole al provvedimento, proponendo una modifica finalizzata a delineare con maggiore chiarezza il ruolo del Direttore Socio-Sanitario, definendone compiutamente gli ambiti di competenza e le funzioni, in considerazione della <strong>complessità e della multidisciplinarietà che caratterizzano la governance e l’organizzazione dei servizi socio-sanitari</strong>“. In questo passaggio risulta particolarmente delicato delineare in modo puntuale e coerente, con specifico riferimento alla figura del Direttore Socio-Sanitario, il perimetro ed i rapporti con il Direttore Sanitario Aziendale, al fine di definirne chiaramente il ruolo nell’assetto organizzativo aziendale ed evitare sovrapposizioni o incertezze applicative.</p>
<p>Un terzo elemento – prosegue Servadio- che riteniamo centrale riguarda <strong>la governance multiprofessionale</strong>, l’efficacia dell’integrazione sociosanitaria, infatti, non dipende soltanto dall’assetto organizzativo o dall’introduzione di nuove figure direttive, ma dalla capacità del sistema di valorizzare e integrare il contributo delle diverse professioni coinvolte nei percorsi di cura e assistenza. La crescente prevalenza di condizioni croniche, disabilità, fragilità e non autosufficienza richiede infatti<strong> </strong><strong>modelli di lavoro interdisciplinari e multiprofessionali</strong>, nei quali competenze sanitarie, sociosanitarie, sociali e riabilitative concorrano in modo coordinato alla presa in carico della persona. In questo contesto, il Direttore dei Servizi Sociosanitari è chiamato a svolgere una funzione strategica non solo di coordinamento organizzativo, ma anche di raccordo tra i professionisti e tra i diversi livelli della rete territoriale. Per tale ragione riteniamo opportuno che il testo normativo espliciti il ruolo del Direttore dei Servizi Sociosanitari nella promozione della partecipazione delle professioni sanitarie, sociosanitarie e sociali ai processi di programmazione e valutazione dei percorsi assistenziali integrati. Il successo della riforma, infatti, dipenderà soprattutto<strong> </strong><strong>dalla capacità di consolidare una cultura della collaborazione interprofessionale e di tradurla in strumenti stabili di governance territoriale</strong>, più che dal solo ampliamento delle figure apicali.</p>
<p>Da ultimo, abbiamo richiamato l’attenzione della Commissione su <strong>un profilo di carattere culturale e strategico che riteniamo particolarmente rilevante per l’attuazione della riforma</strong>. Oggi i principali orientamenti internazionali in materia di salute e le più recenti politiche sociosanitarie riconoscono che gli obiettivi dei sistemi di welfare non possono limitarsi alla cura della patologia, ma devono comprendere la promozione della salute, la prevenzione delle condizioni di fragilità e disabilità, il mantenimento dell’autonomia della persona, la partecipazione alla vita sociale e il miglioramento della qualità della vita. In questa prospettiva,<strong> </strong><strong>l’integrazione sociosanitaria assume una funzione fondamentale nel garantire percorsi di presa in carico capaci di accompagnare la persona lungo tutto il ciclo di vita</strong>, attraverso interventi di prevenzione, cura, riabilitazione e supporto sociale, valorizzandone capacità, funzionamento e progetto di vita. All’interno di tale modello, la componente riabilitativa riveste un ruolo essenziale, non soltanto nel recupero delle funzioni compromesse, ma anche nella prevenzione della disabilità, della perdita di autonomia e dell’aggravamento delle condizioni croniche e di fragilità. La riabilitazione contribuisce infatti in modo determinante al mantenimento del funzionamento della persona, alla partecipazione sociale e all’inclusione nei contesti di vita. Per queste ragioni riteniamo opportuno che, accanto agli obiettivi di integrazione tra servizi sanitari e sociali, la proposta valorizzi esplicitamente anche le finalità di prevenzione, continuità assistenziale, mantenimento dell’autonomia, e inclusione sociale della persona.</p>
<p>L’auspicio – conclude Servadio- è che il Direttore dei Servizi Sociosanitari possa diventare <strong>una figura capace di integrare realmente le dimensioni sanitaria, sociale e riabilitativa</strong>, contribuendo a costruire un sistema più vicino alle persone, più efficace nella presa in carico e più coerente con le sfide che attendono la sanità territoriale del Lazio”.</p>
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		<title>SALUTE. I FISIOTERAPISTI DI OFI LAZIO AL FIANCO DI CHI SOFFRE IN SILENZIO</title>
		<link>https://www.ofilazio.it/2026/05/26/salute-i-fisioterapisti-di-ofi-lazio-al-fianco-di-chi-soffre-in-silenzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 12:37:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SERVADIO: “LE MALATTIE INVISIBILI RICHIEDONO COMPETENZA E TEMPO DI ASCOLTO. ALLE DONNE: NON FERMATEVI AL PRIMO PARERE” (DIRE) Roma, 8 mag. –  Dal dolore pelvico alla neuropatia del pudendo, dall’endometriosi all’adenomiosi, dall’adenometriosi alla diastasi addominale, dalla fibromialgia e sindromi correlate alla vulvodinia: l’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio tende la mano alle donne e agli uomini</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/05/26/salute-i-fisioterapisti-di-ofi-lazio-al-fianco-di-chi-soffre-in-silenzio/">SALUTE. I FISIOTERAPISTI DI OFI LAZIO AL FIANCO DI CHI SOFFRE IN SILENZIO</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>SERVADIO: “LE MALATTIE INVISIBILI RICHIEDONO COMPETENZA E TEMPO DI ASCOLTO. ALLE DONNE: NON FERMATEVI AL PRIMO PARERE”</em></h3>
<p>(DIRE) Roma, 8 mag. –  Dal dolore pelvico alla neuropatia del pudendo, dall’endometriosi all’adenomiosi, dall’adenometriosi alla diastasi addominale, dalla fibromialgia e sindromi correlate alla vulvodinia: l’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio tende la mano alle donne e agli uomini che soffrono di queste ‘malattie invisibili’. Di questo e altro si è discusso ieri nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati durante l’evento dal titolo ‘Dolore invisibile, impatto reale: Piano Nazionale per le malattie invisibili’, organizzato su iniziativa dell’onorevole Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera.</p>
<p>“Credo- ha spiegato Ciocchetti- che il tema del dolore invisibile che riguarda tantissime persone in Italia e moltissime patologie poco conosciute anche dal personale medico e sanitario e, dunque, poco curate, abbia bisogno di approfondimento, di discussione, di confronto con i clinici, con le associazioni di pazienti e con le società scientifiche che si occupano di questa materia. È importante che finalmente la fibromialgia, che fino a poco tempo fa non era inserita all’interno dei Livelli essenziali di assistenza, con l’aggiornamento che abbiamo approvato qualche settimana fa finalmente, soprattutto quella grave, venga riconosciuta all’interno dei Lea e quindi coperta dalle cure, dall’assistenza e dalla presa in carico del Servizio sanitario nazionale. Vogliamo arrivare a elaborare delle linee guida da presentare poi al ministero della Salute e all’Istituto superiore di Sanità per prendere in carico questi pazienti e migliorare la loro qualità di vita”.</p>
<p>In tutto questo, dunque, la fisioterapia riveste un ruolo fondamentale. “Il nostro- ha spiegato all’agenzia Dire la presidente di Ofi Lazio, Annamaria Servadio- è un ruolo primario, non accessorio, soprattutto sul trattamento del dolore. Oggi il fisioterapista è forse uno dei maggiori esperti nel trattamento del dolore non farmacologico e questo è uno degli obiettivi principali per quanto riguarda proprio la presa in carico dei pazienti con dolore pelvico. Oggi si è parlato proprio di patologie che portano a una disabilità importante e con un dolore invisibile”.</p>
<p>“I fisioterapisti- ha proseguito- prendono in carico le persone partendo dall’ascolto, da lì comincia la dimensione più grande del loro lavoro che è la cura. Poi inizia tutto il percorso fisioterapico e di recupero funzionale all’interno della vita di tutti i giorni. Oggi è un momento importante in Italia per quanto riguarda la fibromialgia, perché si sta avviando il riconoscimento della patologia e il suo inserimento all’interno dei Lea, ma tutto questo non è ancora sufficiente. Ci sono infatti ancora molte risposte che dobbiamo dare: l’impegno delle istituzioni, in primo luogo quello dell’Ordine, istituzione che tutela la professione nei confronti del cittadino per dare la migliore risposta della professione per la salute dei cittadini”.</p>
<p>Servadio ha poi denunciato che “vi sono ancora troppo pochi ambulatori pubblici all’interno del nostro territorio sanitario regionale che possono prendere in carico persone con fibromialgia. Non dimentichiamo, poi, l’impatto reale che ha questa patologia, ovvero un decremento della produttività dell’individuo all’interno del sistema, un assenteismo del lavoro importante”.</p>
<p>La presidente di Ofi Lazio ha tenuto a precisare che “i fisioterapisti ci sono come professionisti sicuramente formati e competenti in quest’ambito. Da sempre perseguiamo il riconoscimento di questa patologia, perché da sempre siamo vicini alle persone affette da fibromialgia, perché facciamo percorsi terapeutici insieme a loro”.</p>
<p>Annamaria Servadio ha poi voluto lanciare un messaggio di vicinanza e di affetto alle tantissime donne che ogni giorno combattono, spesso in silenzio, contro queste malattie silenziose. “Non fermatevi al primo parere quando vi viene detto che è normale sentire dolore, che è normale essere affaticate, che si tratta di un po’ di stress. Non fermatevi al primo parere ma sentitene uno successivo e, soprattutto, informatevi anche tramite l’associazione Diastasi Donna Odv della presidente Elena Albanese, con la quale ci siamo capite da subito. L’ascolto è fondamentale: alle donne dico di non fermarsi, di rivolgersi a più specialisti e anche gli ordini professionali. All’interno del nostro Consiglio Direttivo abbiamo un referente per i rapporti con le associazioni che ha il compito di aiutare i cittadini, supportarli e, se possibile, creare le condizioni di cura e di percorso più idonee a far sì che possano avere una risposta il più possibile appropriata per il loro bisogno di salute”.</p>
<p>Durante il convegno ‘Dolore invisibile, impatto reale: Piano Nazionale per le malattie invisibili’ si è parlato anche del pavimento pelvico, tema che sarà al centro di una delle sessioni del terzo congresso regionale dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio. “L’abbiamo voluta fortemente all’interno del coordinamento scientifico del Consiglio Direttivo del Lazio- ha reso noto Annamaria Servadio- proprio per testimoniare la nostra vicinanza alle associazioni di donne che da sempre vivono il problema di disfunzioni del pavimento pelvico. Il 21 e il 22 maggio saremo in Consiglio Regionale in via della Pisana proprio vicino alle istituzioni, perché crediamo che quello debba essere il luogo appropriato, giusto e corretto per condividere le strategie, le risposte e le soluzioni da portare. Quest’anno il congresso è stato organizzato in collaborazione con la nostra associazione tecnico scientifica, l’Aifi per la sezione Lazio, che ringrazio in maniera particolare per i professionisti di alto livello che saranno presenti con i loro contributi scientifici, in particolare per quanto riguarda la riabilitazione del pavimento pelvico. Ci sarà, tra l’altro, anche un focus sugli ambulatori pubblici e sulle esperienze del Ssn pubblico regionale per quanto riguarda questo ambito, proprio per poter dare informazioni e fornire divulgazione ai cittadini ma anche agli addetti ai lavori e alle stesse istituzioni, alle quali chiediamo supporto e costante impegno per la professione, sempre verso la tutela della salute dei cittadini”.</p>
<p>“La fisioterapia- ha aggiunto il consigliere Ofi Lazio, referente per i Rapporti con le associazioni di pazienti, Davide Lampasi- molto spesso è più di un mero trattamento. È ascolto, presenza e riconoscimento. Per le persone affette dalle cosiddette malattie invisibili, quindi condizioni croniche debilitanti e dolorose, tutti sintomi che non si vedono dall’esterno, il percorso è segnato da ritardi diagnostici, incomprensioni e dalla sensazione di non essere ascoltati e creduti. In quest’ottica il fisioterapista si inserisce con ascolto non giudicante, osservazione e sostegno del paziente verso il percorso di recupero della funzionalità, ma anche recupero della fiducia in se stessi e del proprio corpo, perché riconoscere il dolore e la fatica di chi soffre fa già parte della cura. Ofi Lazio intende rafforzare il dialogo con le associazioni dei pazienti e dei cittadini affinché i pazienti al fianco dei professionisti possano procedere verso obiettivi condivisi”.</p>
<p>L’evento alla Camera ha rappresentato l’occasione per accendere i riflettori anche sulla fibromialgia e sul progetto Pdta dell’Università La Sapienza di Roma e Policlinico Umberto I, incentrato sul trattamento riabilitativo multidisciplinare di questa condizione clinica che affligge moltissime donne. “Per noi- ha evidenziato Giovanni Galeoto, ricercatore e fisioterapista universitario alla Sapienza Università di Roma- è importante parlare di questo progetto, perché si tratta del primo progetto riabilitativo completo, quindi che vede l’inserimento all’interno di questo Pdta di tutte le figure della riabilitazione, ovvero il fisioterapista, il terapista occupazionale ma anche il logopedista, che entrano a far parte di un progetto e di un team multidisciplinare insieme a tutta la reumatologia. È qui che la fisioterapia la fa padrone in questo progetto, in quanto lavora su gruppi di individui per incidere sulla fatica e su tutti i disturbi muscolo-scheletrici correlati alla condizione clinica della fibromialgia”.</p>
<p>“Oggi- ha inoltre detto- abbiamo portato i primi risultati a questo convegno e abbiamo valutato positivamente il progetto con gruppi in cui gli individui, oltre a fare un percorso riabilitativo di gruppo, effettuano alcune sedute per la valutazione e la gestione della fatica. Questo progetto ha portato numerosi risvolti e ha detto anche delle cose molto importanti: lì dove abbiamo rivalutato i nostri individui a un follow-up più lungo rispetto a quello normale di un mese, gli individui tornano ad avere nuovamente le loro condizioni cliniche. Risulta quindi indispensabile all’interno dei Pdta della regione Lazio inserire la fisioterapia come condizione e quindi lavoro continuo all’interno dei progetti per questi individui, ma soprattutto per le intere patologie”.</p>
<p>A organizzare l’incontro Elena Albanese. “Oggi- ha dichiarato soddisfatta la presidente di Diastasi Donna Odv- si è tenuta questa iniziativa davvero importante: insieme a tantissime persone, associazioni di pazienti, professori medici e politici abbiamo portato avanti il progetto delle malattie invisibili. Purtroppo, a oggi tanti pazienti devono pagare oltre 500 euro al mese per potersi curare e questo non è più possibile. Abbiamo preso a cuore questa iniziativa, la porteremo in tutta Italia e a dicembre 2026 faremo un evento finale al ministero della Salute per poter portare delle linee guida e cercare di aiutare tutti questi pazienti”.</p>
<p>A moderare i lavori il presidente dell’Istituto internazionale di scienze mediche antropologiche e sociali (Iismas), Aldo Morrone. “Oggi- le sue parole- abbiamo parlato delle patologie femminili invisibili, patologie che determinano dolore e sofferenza spesso anche peggio del lavoro, un dolore che si sente e si deve sentire anche all’interno delle istituzioni sanitarie e politiche. Oggi ne hanno parlato parlamentari, medici, rappresentanti delle associazioni delle pazienti. Speriamo che questo dolore non sia più invisibile e che le donne abbiano la possibilità di avere diagnosi precoce, soprattutto all’interno dei Lea, perché è necessario che queste patologie vengano diagnosticate precocemente per determinare la guarigione completa non soltanto dal punto di vista della salute fisica, ma anche dal punto di vista della salute mentale e dal punto di vista della dignità di queste donne”.</p>
<p>“Uno degli elementi importanti da sottolineare, e che spesso non viene considerato all’interno dei seminari clinici, medici assistenziali- ha ribadito- è il ruolo importante della fisioterapia, che spesso non riceve la considerazione dal punto di vista assistenziale clinico ma anche scientifico che merita, essendo una pratica che può migliorare notevolmente, e non solo diagnosticare precocemente, la vita di queste donne con questa sofferenza. Penso alla sofferenza della vulvodinia, che spesso non viene compresa, penso alle tante altre malattie invisibili tra cui la patologia del nervo pudendo. La fisiopatologia, la fisiologia, la fisioterapia, sempre questo concetto di fisio è fondamentale per riconsiderare la salute e la dignità di queste donne”.</p>
<p>Non è potuto essere presente ma ha comunque voluto portare il proprio contributo il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma. “È importante ribadire una priorità non più rinviabile- ha dichiarato in videcollegamento- un Piano Nazionale per le malattie invisibili. Endometriosi, fibromialgia, dolore pelvico cronico, neuropatia del pudendo e molte altre condizioni colpiscono moltissime persone, in particolare le donne, troppo spesso senza diagnosi tempestive, percorsi uniformi. È fondamentale un approccio multidisciplinare che metta al centro pazienti, ricerca e diritto alla cura. È importante che vi sia un aggiornamento dei Lea affinché vengano riconosciute queste patologie e vi sia un approccio nazionale per diagnosi e cura. Come Consiglio regionale non faremo mai mancare supporto a iniziative di grande valore come quella odierna”.</p>
<p>Numerosi ed emozionanti gli interventi di pazienti, medici e presidenti di associazioni che hanno arricchito il convegno. “L’endometriosi- ha detto Sharon Alessandri, autrice e interprete del monologo ‘Io vorrei solo essere visibile’- mi ha tolto tutto ma non la voglia di combattere. C’è un dolore che non si vede ma una voce che può farlo sentire. E questa voce è la mia”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>(Fde/ Dire)</em></p>
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		<title>SALUTE. SERVADIO (OFI LAZIO): DAL FISIOTERAPISTA IN FARMACIA AL PRONTO SOCCORSO, NOSTRO ORDINE PUNTO DI RIFERIMENTO</title>
		<link>https://www.ofilazio.it/2026/05/26/salute-servadio-ofi-lazio-dal-fisioterapista-in-farmacia-al-pronto-soccorso-nostro-ordine-punto-di-riferimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 12:35:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CHIUSO TERZO CONGRESSO REGIONALE, DUE GIORNI DI CONFRONTO SULLA FISIOTERAPIA CHE VERRA’ (DIRE) Roma, 25 mag. –  Il 21 e 22 maggio il Consiglio regionale del Lazio ha ospitato il terzo congresso regionale dell’Ordine dei Fisioterapisti (Ofi) del Lazio dal titolo ‘Le dimensioni della professione nella promozione integrata della salute. Il ruolo della fisioterapia nel</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/05/26/salute-servadio-ofi-lazio-dal-fisioterapista-in-farmacia-al-pronto-soccorso-nostro-ordine-punto-di-riferimento/">SALUTE. SERVADIO (OFI LAZIO): DAL FISIOTERAPISTA IN FARMACIA AL PRONTO SOCCORSO, NOSTRO ORDINE PUNTO DI RIFERIMENTO</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>CHIUSO TERZO CONGRESSO REGIONALE, DUE GIORNI DI CONFRONTO SULLA FISIOTERAPIA CHE VERRA’</h3>
<p>(DIRE) Roma, 25 mag. –  Il 21 e 22 maggio il Consiglio regionale del Lazio ha ospitato il terzo congresso regionale dell’Ordine dei Fisioterapisti (Ofi) del Lazio dal titolo ‘Le dimensioni della professione nella promozione integrata della salute. Il ruolo della fisioterapia nel Lazio tra prevenzione, cura e riabilitazione’. Un appuntamento di portata straordinaria che per due giorni ha trasformato la prestigiosa sede capitolina di via della Pisana nel baricentro del dibattito scientifico e politico sulla sanità riabilitativa.</p>
<p>Realizzato in solida e strategica partnership con l&#8217;Associazione Italiana di Fisioterapia (Aifi) sia a livello regionale che nazionale, l’evento si è sviluppato come un percorso interamente concepito per offrire una piattaforma di altissimo livello dedicata al confronto clinico, istituzionale e sociale.</p>
<p>Centinaia i professionisti che si sono dati appuntamento per tracciare le linee guida di una professione che, forte della sua recente autonomia ordinistica, si candida a essere il motore trainante della trasformazione del Sistema sanitario regionale.</p>
<p><strong>IL NODO DELLE RIFORME E IL DIALOGO POLITICO PER UNA SANITA’ DI PROSSIMITA’</strong></p>
<p>Il cuore politico del congresso ha affrontato direttamente le grandi sfide strutturali poste dalle riforme sanitarie in atto, a partire dalla piena implementazione del Pnrr sul territorio. Nelle tavole rotonde che hanno visto alternarsi esponenti della professione e rappresentanti delle istituzioni regionali, i vertici di Ofi Lazio, guidati dalla presidente Annamaria Servadio, hanno ribadito con fermezza la necessità di un cambio di paradigma: la fisioterapia non può più essere considerata l&#8217;ultimo anello della catena assistenziale, bensì un pilastro fondamentale delle cure primarie e della medicina d&#8217;iniziativa.</p>
<p>In una Regione che affronta un progressivo invecchiamento della popolazione e una crescita esponenziale delle patologie croniche, l&#8217;integrazione stabile del fisioterapista nelle Case della Salute e negli ospedali di Comunità diventa, di fatto, una priorità assoluta. Durante il dibattito istituzionale, l&#8217;Ordine ha espresso forte attenzione anche per l&#8217;evoluzione normativa locale, analizzando i risvolti pratici e i benefici legati alla recente delibera sulle regole per l&#8217;esercizio della libera professione e alle procedure di semplificazione per la Comunicazione di Inizio Attività. Si tratta di passi storici, attesi da tempo, fondamentali per sburocratizzare il lavoro dei professionisti e garantire una rete di assistenza sul territorio più fluida, trasparente e capillare.</p>
<p><strong>L’AVANGUARDIA SCIENTIFICA: L’IMPATTO DELLE TECNOLOGIE E LA CENTRALITA’ DELL’EMPATIA</strong></p>
<p>Sul versante strettamente scientifico e clinico, il terzo congresso regionale dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio ha offerto una panoramica approfondita sulle tecnologie destinate a rivoluzionare i setting riabilitativi. Le sessioni dedicate alla robotica applicata, ai sistemi di realtà virtuale per il recupero neuromotorio e all&#8217;integrazione degli algoritmi di intelligenza artificiale hanno mostrato come la tecnologia consenta oggi livelli di personalizzazione terapeutica impensabili fino a pochi anni fa, migliorando sensibilmente l&#8217;accuratezza della diagnosi funzionale e la teleriabilitazione.</p>
<p>Tuttavia, la comunità scientifica di Ofi Lazio ha voluto lanciare un messaggio chiaro: l&#8217;innovazione tecnologica deve rimanere un potenziamento delle capacità del professionista, e mai un sostituto del fattore umano. L&#8217;alleanza terapeutica, l&#8217;ascolto attivo e l&#8217;approccio empatico nei confronti del paziente rimangono gli elementi insostituibili che validano l&#8217;efficacia del percorso di cura, trasformando la tecnologia in un prezioso alleato clinico e mai in una barriera di distanziamento.</p>
<p><strong>ACCENDERE I RIFLETTORI SUL ‘DOLORE INVISIBILE’: PAVIMENTO PELVICO, ENDOMETRIOSI E FIBROMIALGIA</strong></p>
<p>Uno dei tratti più caratterizzanti e di maggiore impatto sociale di questa terza edizione è stato l&#8217;ampio spazio dato alla presa in carico multidisciplinare di patologie complesse e spesso relegate nell&#8217;ombra. Il congresso ha sancito l&#8217;ingresso formale e strutturato della riabilitazione del pavimento pelvico all&#8217;interno del coordinamento scientifico del Consiglio Direttivo di Ofi Lazio. Una scelta emblematica che rappresenta un segnale di forte vicinanza e impegno etico verso le associazioni dei cittadini e, in particolare, verso i network di pazienti che lottano quotidianamente contro malattie croniche e invalidanti come l&#8217;endometriosi.</p>
<p>Parallelamente, i riflettori si sono accesi sul trattamento riabilitativo della fibromialgia, sindrome complessa che richiede competenze iperspecialistiche e un approccio integrato. Durante i lavori sono state valorizzate le eccellenze e le esperienze concrete già attive sul territorio laziale, portando come modello virtuoso il percorso tracciato dal Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) sviluppato dall&#8217;Università La Sapienza di Roma e dal Policlinico Umberto I. L&#8217;obiettivo emerso è chiaro: mappare i bisogni legati al cosiddetto ‘dolore invisibile’ per tradurli in protocolli terapeutici condivisi e scientificamente validati, capaci di restituire qualità di vita ai pazienti.</p>
<p><strong>LA FORMAZIONE COME ARGINE ALL’ABUSIVISMO PROFESSIONALE</strong></p>
<p>Le conclusioni del congresso hanno riaffermato con forza il legame indissolubile tra l&#8217;eccellenza della formazione continua (Ecm) e la tutela della salute pubblica. L&#8217;alto livello di specializzazione dimostrato dalla classe dei fisioterapisti laziali è stato indicato dai vertici dell&#8217;Ordine come il principale e più efficace strumento di contrasto all&#8217;abusivismo professionale. Proteggere il cittadino significa garantirgli l&#8217;accesso a professionisti certificati, iscritti all&#8217;Albo e costantemente aggiornati, capaci di operare in sicurezza e in sinergia con il resto dell&#8217;équipe medica.</p>
<p>Il terzo congresso regionale targato Ofi Lazio è andato così in archivio non solo come un successo organizzativo e di partecipazione, ma come il manifesto programmatico della fisioterapia del futuro nel Lazio: una professione unita, autorevole sul piano scientifico, dialogante con le istituzioni e profondamente radicata nei bisogni reali della comunità.</p>
<p>Estremamente soddisfatta la presidente di Ofi Lazio, Annamaria Servadio. “Il bilancio- ha spiegato all’agenzia Dire- è positivo ed è un bilancio anche estremamente impegnativo: è stata infatti una due giorni faticosissima per noi del Consiglio Direttivo perché ogni volta che apriamo un congresso arriviamo con cose che abbiamo avviato e lo chiudiamo avendo le spalle ancora più cariche. Questo ci conforta, perché vuol dire che stiamo lavorando bene, ma abbiamo anche la consapevolezza che la strada da fare è molta, le sfide sono tante, soprattutto perché in ambito di fisioterapia e soprattutto sul fronte dei bisogni di salute e della riabilitazione si sta aprendo una domanda enorme. Noi siamo attori fondamentali nel trovare soluzioni da proporre alle istituzioni e, al tempo stesso, anche nel coadiuvare i professionisti alla risposta. Questo avviene, ad esempio, per quanto riguarda la formazione dei nuovi professionisti, che saranno sempre più pronti, o anche nel finanziamento della ricerca”.</p>
<p>“La ricerca in fisioterapia- ha sottolineato Servadio- è fondamentale, le evidenze scientifiche oggi sono l’unico faro attraverso il quale possiamo esercitare la professione, garantendo prestazioni con appropriatezza clinica, ovviamente modulata sulle competenze del fisioterapista. Il bilancio del congresso, quindi, è positivo, abbiamo trattato tanti temi: dalla cronicità all’esercizio fisico, ambiti che sono un cavallo di battaglia, alla riabilitazione cardiopolmonare, le cui evidenze scientifiche sono altissime, ma anche la riabilitazione del pavimento pelvico, un ambito proprio del fisioterapista. Sul pavimento pelvico il fisioterapista oggi ha dimostrato che quando scende in campo è il professionista in grado di dare le risposte giuste e, soprattutto, di produrre buoni esiti di cura risolvendo nella maggior parte dei casi i problemi delle persone”.</p>
<p>Poi uno sguardo ai prossimi passi dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio. “Ofi Lazio- ha informato Annamaria Servadio- è impegnato nel portare avanti i progetti di sperimentazione: il Fisioterapista in farmacia è per noi fondamentale, il fisioterapista deve essere un modello nuovo nella farmacia dei servizi. Sta per partire l’accoppiamento delle farmacie, che è previsto nella sperimentazione, seguirà la formazione dei fisioterapisti e subito dopo avrà inizio il progetto, dal quale ci aspettiamo veramente tanto, perché siamo convinti possa dare una nuova soluzione di accessibilità al sistema, soprattutto per offrire ai cittadini la possibilità di trovare una risposta di valutazione di bisogno riabilitativo inespresso in un punto irrinunciabile di accesso che è proprio la farmacia”.</p>
<p>Fondamentale anche il fisioterapista di pronto soccorso. “In questi giorni- ha informato- sono in corso le interlocuzioni con la Regione Lazio, e io ringrazio il presidente Rocca e il direttore della rete ospedaliera, il dottor Urbani, per l’attenzione a questo progetto per noi importante, un progetto innovativo da mettere a terra immediatamente senza competenze avanzate, senza stravolgere quello che è oggi l’impianto dei dipartimenti di emergenza-urgenza, ma semplicemente trovando e proponendo delle soluzioni che, secondo noi, sono innovative per il sistema, perché riescono a collegare, già dal pronto soccorso, già dall’ospedale, un percorso di cura sui disordini di  tipo muscolo-scheletrico e, quindi, sui codici minori che accedono in pronto soccorso”.</p>
<p>“Il Lazio- ha inoltre detto orgogliosa la presidente Servadio- sia per il modello Fisioterapista in farmacia ma anche per il modello di pronto soccorso sta diventando un punto di riferimento anche per altri Ordini territoriali italiani. C’è, ad esempio, un collegamento molto forte con la regione Lombardia: il 28 maggio sarò a Milano nell’evento ‘Grandi ospedali’ e all’interno di un laboratorio per lavorare insieme ai colleghi lombardi. Noi porteremo il modello Lazio perché è un modello che può essere attuato immediatamente: Ofi Lazio è dunque impegnato a dare il proprio contributo non solo nel territorio regionale, ma anche verso la nostra Federazione e per tutta la fisioterapia italiana”.</p>
<p>A fare gli onori di casa al terzo congresso regionale dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio, il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma. “Qui- ha tenuto a precisare- i padroni di casa sono i cittadini ma anche i fisioterapisti, che svolgono un ruolo fondamentale nella rete del Servizio sanitario regionale, soprattutto in un momento di positività che viviamo, visto che la nostra Nazione è il secondo Paese più longevo al mondo e oggi dobbiamo lavorare non solo per aumentare le aspettative di vita ma anche sulla qualità della vita. In questo senso l’Ordine dei Fisioterapisti sta lavorando molto proprio sulla parte della riabilitazione e dell’innovazione, non più come un sistema soltanto di cura ma di presa in carico del paziente per fare delle cure mirate ai singoli pazienti che possano essere al meglio nella loro forma e nel loro stato fisico”.</p>
<p>“La Fnofi- ha ricordato il presidente della Federazione Nazionale ordine Fisioterapisti, Piero Ferrante- è presente in tutti i congressi di tutti i territori. Ofi Lazio, essendo l’Ordine più grande d’Italia, lancia alcuni messaggi importantissimi. Quello che mi sono premurato di consegnare sia a Ofi Lazio ma a tutti quanti i partecipanti è che solamente facendo un lavoro insieme, in coordinazione fra territorio e nucleo centrale, il nucleo nazionale, riusciremo a portare la fisioterapia lì dove merita. Dobbiamo però essere capaci di plasmarci attorno alle nuove esigenze di salute dei cittadini, capaci di interpretarle, capaci di interpretarle ove possibile ancor prima che esse si vengano a manifestare, per essere sempre più efficaci e sempre più efficienti in una sanità che cambia”.</p>
<p>Il direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Andrea Urbani ha infine evidenziato che “il convegno di Ofi Lazio è stato un momento importante di confronto per le sfide che dobbiamo affrontare per la gestione della cronicità. Conoscete l’evoluzione epidemiologica e demografica della popolazione: credo, quindi, che il fisioterapista rappresenti un momento fondamentale nella gestione della cronicità del paziente cronico. Oggi la professione è stata sempre vista come un qualcosa di successivo a un evento acuto. In realtà deve essere integrato completamente nei modelli di assistenza territoriale. Evitare l’accesso agli ospedali significa prevenire stati di disagio, prevenire, prevedere e gestire la capacità del soggetto fragile di rimanere autonomo e per questo c’è bisogno di una grande assistenza”.</p>
<p>“Il DM 77 ha avuto il pregio di definire e tipizzare i modelli di presa in carico territoriale, però non ha definito quali sono i ruoli delle professioni. Noi prendiamo tutto questo non come una limitazione ma come uno spazio di responsabilità dove immaginare e ripensare ruoli diversi per le attuali professioni. E quello del fisioterapista- ha concluso- sarà sicuramente un ruolo centrale nella gestione del territorio”.</p>
<p><em>(Fde/ Dire)</em></p>
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		<title>Scomparsa di Vincenzo Manigrasso</title>
		<link>https://www.ofilazio.it/2026/04/10/scomparsa-di-vincenzo-manigrasso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 17:59:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Apprendiamo con grande dispiacere della scomparsa del Presidente dell'Ordine dei Fisioterapisti di Bologna-Ferrara, il collega Vincenzo Manigrasso. Ricordando la sua dedizione e l'impegno reso per la professione, esprimiamo le nostre sentite condoglianze alla famiglia ed ai colleghi. Il Consiglio Direttivo di OFI Lazio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Apprendiamo con grande dispiacere della scomparsa del Presidente dell&#8217;Ordine dei Fisioterapisti di Bologna-Ferrara, il collega Vincenzo Manigrasso.</p>
<p>Ricordando la sua dedizione e l&#8217;impegno reso per la professione, esprimiamo le nostre sentite condoglianze alla famiglia ed ai colleghi.</p>
<p>Il Consiglio Direttivo di OFI Lazio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/04/10/scomparsa-di-vincenzo-manigrasso/">Scomparsa di Vincenzo Manigrasso</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
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		<title>SALUTE. OFI LAZIO IN CAMPO PER SANITÀ PRIVATA: IL 17 APRILE SCIOPERO NAZIONALE PER CONTRATTI E SALARI BLOCCATI</title>
		<link>https://www.ofilazio.it/2026/04/09/salute-ofi-lazio-in-campo-per-sanita-privata-il-17-aprile-sciopero-nazionale-per-contratti-e-salari-bloccati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Noemi Carosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 15:53:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SERVADIO: “CRESCE LA DOMANDA DI RIABILITAZIONE, MA CONTRATTI FERMI E STIPENDI INADEGUATI ALLONTANANO I FISIOTERAPISTI, METTENDO A RISCHIO QUALITÀ DELLE CURE ED EQUITÀ DEL SISTEMA. (DIRE) Roma, 9 apr. - Il prossimo 17 aprile le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata incroceranno le braccia per uno sciopero nazionale che culminerà in una grande manifestazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/04/09/salute-ofi-lazio-in-campo-per-sanita-privata-il-17-aprile-sciopero-nazionale-per-contratti-e-salari-bloccati/">SALUTE. OFI LAZIO IN CAMPO PER SANITÀ PRIVATA: IL 17 APRILE SCIOPERO NAZIONALE PER CONTRATTI E SALARI BLOCCATI</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>SERVADIO: “CRESCE LA DOMANDA DI RIABILITAZIONE, MA CONTRATTI FERMI E STIPENDI INADEGUATI ALLONTANANO I FISIOTERAPISTI, METTENDO A RISCHIO QUALITÀ DELLE CURE ED EQUITÀ DEL SISTEMA.</h2>
<p>(DIRE) Roma, 9 apr. &#8211; Il prossimo 17 aprile le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata incroceranno le braccia per uno sciopero nazionale che culminerà in una grande manifestazione a Roma, in piazza Santi Apostoli, dalle 9 alle 13. Proclamata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, la mobilitazione nasce con un obiettivo chiaro: dire basta alla continua penalizzazione di oltre 300mila professionisti del settore e riportare al centro del dibattito il tema della dignità del lavoro.</p>
<p>Nonostante siano già previsti consistenti aumenti delle tariffe sanitarie (oltre 1,3 miliardi di euro nel 2026 e fino a 2 miliardi nel 2027) i sindacati denunciano l’assenza di risposte concrete da parte delle associazioni datoriali Aiop e Aris, così come del ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni. Una situazione che si trascina da anni e che ha lasciato i lavoratori senza rinnovo contrattuale: circa 8 anni per la sanità privata e addirittura 14 per le Rsa.</p>
<p>Al centro della protesta c’è soprattutto il forte divario retributivo rispetto al settore pubblico, spiegano le organizzazioni sindacali, differenza che può arrivare fino a 500 euro mensili in meno a parità di mansioni e responsabilità. Un gap considerato ormai insostenibile, che sta provocando una progressiva fuga di personale verso il Servizio sanitario nazionale o verso il lavoro autonomo, con effetti diretti sulla qualità dei servizi offerti, in particolare nei confronti dei pazienti più fragili.</p>
<p>I sindacati sottolineano anche un paradosso poco noto ai cittadini: numerose prestazioni erogate nelle strutture private accreditate vengono percepite come pubbliche a tutti gli effetti. Tuttavia, la perdita di professionisti qualificati e l’aumento dei carichi di lavoro rischiano di tradursi in un peggioramento dell’assistenza, dalle Rsa alla riabilitazione, fino alle prestazioni ambulatoriali.</p>
<p>La richiesta avanzata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl è netta: serve un intervento immediato che leghi il finanziamento pubblico all’applicazione dei contratti nazionali firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. In altre parole, senza il rispetto delle regole sul lavoro non dovrebbe essere possibile ottenere o mantenere l’accreditamento con il Servizio sanitario nazionale. Inoltre, i rinnovi contrattuali dovrebbero essere allineati nei tempi e nei contenuti a quelli della sanità pubblica, perché, ribadiscono i sindacati, “a parità di lavoro devono corrispondere stessi salari e stessi diritti”.</p>
<p>La vertenza si inserisce in un contesto più ampio e strutturale. Il comparto della sanità privata, pur registrando negli ultimi anni una crescita significativa in termini di fatturato e margini, continua a mantenere i salari bloccati da oltre un decennio. Una contraddizione che, secondo le sigle sindacali, evidenzia come i profitti vengano spesso costruiti anche attraverso il cosiddetto ‘dumping contrattuale’, ovvero la compressione del costo del lavoro.</p>
<p>Nel Lazio il fenomeno coinvolge circa 35mila addetti tra sanità privata e Rsa, un numero che rende evidente la portata del problema anche a livello regionale. Tra le figure maggiormente trainanti il settore riabilitativo ci sono i fisioterapisti, quelli rappresentati a livello ordinistico dall’Ofi Lazio, il cui ruolo è fondamentale e non sostituibile nei percorsi riabilitativi ma che oggi si trovano a fare i conti con stipendi meno competitivi, minori prospettive di carriera e un riconoscimento professionale limitato.</p>
<p>Questi i temi alla base dell’incontro, che si è tenuto nella giornata di ieri, nella sede dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio, al quale hanno preso parte i vertici di OFI Lazio e quelli delle OOSS maggiormente rappresentative nelle persone di: Barbara Francavilla, Segretaria Nazionale FP CGIL Sanità privata e Segretaria Generale FP CGIL Roma Centro Ovest Litoranea, con lei Massimiliano Rizzuto FP CGIL Roma e Lazio Sanità privata; Antonio Cuozzo, Coordinatore Nazionale CISL FP della Sanità privata e Segretario Regionale della CISL FP Lazio, con lui Alessandra Casuccio; Giosuè Sorrentino, UIL FPL Roma e Lazio, responsabile del settore, con lui Stefania Ricchiuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Le criticità legate ai rinnovi contrattuali e la disparità tra settore pubblico e privato stanno influenzando pesantemente l&#8217;attrattività della professione di fisioterapista nella sanità privata regionale. Sebbene la domanda di cure fisioterapiche e riabilitative sia in costante aumento, molti professionisti percepiscono una perdita di valore del proprio ruolo. Il privato convenzionato, gli istituti accreditati e le RSA faticano sempre di più a trovare personale qualificato disposto ad accettare contratti non aggiornati ma soprattutto non rispettosi della professionalità competenza e responsabilità assunta dalla professione”, commenta il Presidente di OFI LAZIO, Annamaria Servadio, esprimendo forte preoccupazione per il perdurare dello stallo nel rinnovo del contratto della sanità privata e per le crescenti disparità nelle condizioni di lavoro e di riconoscimento professionale del fisioterapista.</p>
<p>“In un contesto caratterizzato da un aumento costante della domanda di prestazioni riabilitative, legato all’invecchiamento della popolazione, alla diffusione delle patologie croniche e alla crescente complessità dei bisogni assistenziali, i fisioterapisti rappresentano un pilastro fondamentale per la tenuta del sistema sanitario e della Riabilitazione. Tuttavia, tale centralità non trova oggi un adeguato riscontro nelle condizioni contrattuali applicate nel comparto privato. Le criticità principali &#8211; continua Servadio- riguardano il mancato aggiornamento dei livelli retributivi, spesso non coerenti con le competenze cliniche e le responsabilità assunte oggi dai professionisti; fenomeni diffusi di sottoinquadramento e utilizzo di forme contrattuali atipiche; l’assenza di un riconoscimento strutturato del ruolo del fisioterapista nei percorsi di carriera dei professionisti”.</p>
<p>A queste problematiche si aggiungono marcate differenze tra regioni, determinate da modelli organizzativi disomogenei, diversi sistemi di accreditamento e vari livelli di investimento nella riabilitazione che incidono fortemente sulla determinazione del costo del lavoro e della retribuzione dei professionisti; “Riceviamo continue sollecitazioni dai fisioterapisti del Lazio che denunciano il persistere di condizioni di precarietà, minori tutele e limitate opportunità di sviluppo professionale. Queste disuguaglianze nei nostri territori non solo incidono negativamente sulla qualità del lavoro dei professionisti, ma rischiano di tradursi in un accesso non uniforme alle cure per i cittadini, compromettendo i principi di equità e universalità del sistema sanitario soprattutto in una visione futura”.</p>
<p>Dal punto di vista tecnico-professionale, il fisioterapista svolge un ruolo chiave nella valutazione funzionale, nella definizione e gestione dei programmi riabilitativi e nel monitoraggio degli esiti clinici, contribuendo in modo significativo alla riduzione dei tempi di recupero, delle complicanze e dei costi sanitari complessivi. Il mancato riconoscimento di queste competenze rappresenta un limite non solo per la professione, ma per l’intero sistema.</p>
<p>“Non è più rinviabile un intervento che restituisca dignità e prospettive ai fisioterapisti della sanità privata e garantisca ai cittadini standard omogenei di qualità delle cure fisioterapiche su tutto il territorio regionale e nazionale &#8211; prosegue il Presidente Servadio-. L’attenzione di OFI LAZIO su queste tematiche è massima, perché sul riconoscimento delle competenze, della professionalità e del valore dei professionisti si basa la tenuta del sistema salute. Sin dall’inizio del mandato -conclude- abbiamo creato occasioni di incontro con le organizzazioni sindacali, occasioni come questa, per dialogare e far emergere le peculiarità di una professione che rappresenta il traino del settore della riabilitazione. Ringrazio a nome di tutto il Consiglio direttivo i rappresentanti, regionali e nazionali, che sono interventi per il clima di proficua collaborazione che si è instaurato e porto il sostegno del nostro Ordine alla mobilitazione che si sta portando avanti in questi giorni”.</p>
<p>Lo sciopero del 17 aprile rappresenta, dunque, un passaggio cruciale, “non solo per ottenere il rinnovo dei contratti, ma anche per difendere la qualità del sistema sanitario nel suo complesso e tutelare la professionalità di chi ogni giorno garantisce la salute dei cittadini”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Fde/ Dire)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ofilazio.it/2026/04/09/salute-ofi-lazio-in-campo-per-sanita-privata-il-17-aprile-sciopero-nazionale-per-contratti-e-salari-bloccati/">SALUTE. OFI LAZIO IN CAMPO PER SANITÀ PRIVATA: IL 17 APRILE SCIOPERO NAZIONALE PER CONTRATTI E SALARI BLOCCATI</a> proviene da <a href="https://www.ofilazio.it">OFI LAZIO</a>.</p>
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